giovedì 17 novembre 2011

Nuovo metodo per 'parlare' con i pazienti in coma

Nuovo metodo per 'parlare' con i pazienti in coma 'Parlare' con chi è in uno stato vegetativo permanente potrebbe diventare possibile (ed economico). Gli scienziati dell'Addenbrooke's Hospital di Cambridge e dello University Hospital of Liege, Belgio, hanno infatti scoperto che le persone in coma potrebbero essere capaci di capire cosa gli si sta dicendo e seguire le indicazioni per pensare ad alcune cose.

Negli esperimenti degli studiosi sono stati coinvolti 16 pazienti ospedalieri a cui è stato chiesto di immaginare movimenti della mano destra e delle dita. Ad altri 12, stavolta in salute, è stato chiesto di ripetere i medesimi movimenti.
Le onde cerebrali sono state registrate mediante elettroencefalogramma (Eeg), con elettrodi applicati sulla testa che captano l'elettricità dei neuroni che si attivano, e quindi l'attività cerebrale.
A quanto si legge su The Lancet, tre dei 16 malati hanno immaginato in modo "ripetuto e affidabile" i movimenti, sebbene fossero, dal punto di vista comportamentale, del tutto insensibili.
"I nostri risultati dimostrano che l'Eeg è in grado di identificare la coscienza 'nascosta' nei pazienti in stato vegetativo permanente con un grado di precisione molto elevato. Si tratta di una tecnica molto economica e pratica, che potrebbe un giorno essere impiegata per stabilire una routine di comunicazione a 'due vie' con il paziente", ha spiegato Adrian Owen, che ha curato lo studio


Fonte: proterin.net

Ammalarsi d’ansia al Pronto soccorso

Che il lavoro del Pronto soccorso sia oltremodo faticoso e stressante non ci vuole grande acume per intuirlo. E il termine burn-out è ormai entrato nel lessico familiare a coloro che al Ps svolgono la loro attività.
Tuttavia, per fornire elementi concreti di analisi del fenomeno, l’Emergency medicine and care academy ha promosso un’indagine che, attraverso due questionari on line, ha cercato di esplorare le possibili forme di disagio e malessere psicologico derivante dall'attività professionale di medici e infermieri dei Pronto soccorso italiani. I risultati (hanno risposto ai rispettivi questionari 122 infermieri e 293 medici) sono stati presentati a Roma, al Policlinico Gemelli, a margine del Congresso nazionale sulla Buona pratica clinica e ricerca scientifica nell'urgenza-emergenza, che si è tenuto la scorsa settimana al Consiglio nazionale delle ricerche.
Ebbene, dall’indagine è risultato tra l’altro che, in una giornata particolarmente impegnativa, una forte fatica mentale si impadronisce di più della metà degli infermieri (il 54,7%) e dei medici (il 58,7%). Nella quasi totalità degli infermieri (il 96%), inoltre, la fatica del lavoro in Pronto soccorso si manifesta entro le prime quattro ore di servizio.
La postazione di lavoro più stressante, per il 60,9% degli infermieri, è il triage perché quando devono assegnare i codici di priorità diventano facile bersaglio di disappunto e alle volte di collera di pazienti e parenti.
Dalla ricerca è emerso anche che quasi l'8% di infermieri e medici ha dovuto fare ricorso più volte all'uso di psicofarmaci per far fronte a situazioni di disagio o malessere psicologico provocati dal lavoro in Ps. Inoltre, il 9,6% degli infermieri (e il 12,7% dei medici) ammette di andare incontro frequentemente a stati depressivi durante il lavoro. Piuttosto frequenti sono anche i disturbi dell'apparato muscoloscheletrico, gastrointestinale e, ancora di più, i disturbi del sonno; occasionalmente si presentano anche disturbi dell'apparato cardiocircolatorio e del comportamento alimentare.
Il turno più pernicioso per gli operatori è la notte, anche perché è allora che le risorse a disposizione sono ridotte e ci si sente quindi più soli. Una condizione, questa, che può determinare, soprattutto nei più giovani, un’ansia ancora maggiore, con un aumentato rischio di commettere errori.


Fonte : IPASVI.IT

Elicottero del 118 precipita nel Catanese

E' di un morto e quattro feriti, per ora, il bilancio dell'incidente avvenuto in territorio di Raddusa, nel Catanese, dove un elicottero del 118, partito da Caltanissetta e diretto a Messina , è precipitato intorno alle ore 10.
A bordo, due piloti, una paziente, un'anestetista e un infermiere, Antonio Giuffrida (52 anni), che avrebbe una frattura al femore e contusioni varie.
A perdere la vita, secondo i primi dati forniti, sarebbe stato il secondo pilota del velivolo. Il comandante è illeso, ma in evidente stato di choc.
Secondo il il procuratore di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano, l'elicottero è caduto dopo un impatto del rotore posteriore con un albero di una vegetazione spontanea. L'elicottero si è quindi schiantato contro una collinetta.
Lo ha affermato dopo un sopralluogo nella zona del disastro aereo, escludendo in maniera certa uno scontro con le pale di un vicino centro eolico.
La paziente trasportata doveva essere trasferita da Caltanissetta a Messina per un'emorragia celebrare come esito di un ictus

INFERMIERI INLINEA si unisce alla Federazione nazionale Collegi Ipasvi ed esprime vicinanza e solidarietà ai feriti e cordoglio ai familiari della vittima.



Renato Balduzzi nuovo ministro della Salute..SPERIAMO BENE....

Stamane il neo presidente del Consiglio, Mario Monti, ha comunicato la lista dei componenti del governo nazionale che si appresta a presiedere dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi.
La scelta del nuovo ministro della Salute è ricaduta su Renato Balduzzi (nato a Voghera nel 1955), illustre giurista esperto di Sanità, che fino ad oggi presiedeva l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). E' inoltre ordinario di diritto costituzionale all'università Cattolica di Milano.
Nel recente passato, è stato consigliere giuridico dei ministri della Difesa (1989-1992), della Sanità (1996-2000) e delle Politiche per la famiglia (2006-2008). In particolare, è stato capo ufficio legislativo ai tempi della "riforma ter" della Sanità datata 1999, con Rosy Bindi ministro.
Il giuramento è previsto alle ore 17 di oggi, nel Salone delle Feste del Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica.
Balduzzi succede a Ferruccio Fazio, medico e titolare del dicastero della Salute dal 15 dicembre 2009. Prima di diventare ministro, nell'aprile del 2008 Fazio era stato nominato sottosegretario alla Salute all'interno del ministero del Welfare e successivamente viceministro.
"Si tratta di un incarico che accetto con grande senso di responsabilità". Questa la prima dichiarazione ufficiale del neoministro Balduzzi all'agenzia di stampa Adnkrnonos Salute


"Si devono reclutare più operatori invece di continuare a mortificarli"

La prima cosa che balza agli occhi è l’incoerenza tra l’incipit “PA volano della crescita” e la definizione degli interventi che si dovranno assumere o, come nel caso del turn over, mantenere. Traspare la reale concezione di fondo: la pubblica amministrazione è, in realtà, abitata da un numero significativo di “fannulloni” a cui bisogna far capire com’è il “vero” mondo del lavoro attraverso strumenti che facciano comprendere che l’epoca dei privilegi è finita. Immediato il pensiero alle condizioni di lavoro degli infermieri.

Pochi visto che in Italia il rapporto per 1.000 abitanti è di 7.7 contro la media europea di 9.8 oltretutto grazie all’apporto di oltre 30mila infermieri stranieri. Il privilegio di dover mantenere e garantire lo stesso standard quantitativo, di sicurezza e di qualità pur vedendo restringersi il numero dei componenti l’equipe assistenziale. Oppure di doversi anche assumere onere e responsabilità – pur continuando a garantire l’assistenza – di ridefinire percorsi e tipologia di prestazioni sanitario assistenziali visto l’inserimento nel gruppo di operatori socio sanitari che sono si qualificati ma non certamente infermieri.

L’infermiere, infatti è stato “temporaneamente” spostato per tappare le falle aperte in altre unità operative perché con le sostituzioni, se non è già in atto il blocco del turno over, bisogna essere molto parchi.

Si potrebbe anche dire che, sempre per quanto riguarda la categoria degli infermieri, le dichiarazioni di spirito fortemente interventistico contenute nella lettera all’Ue, lasciano il tempo che trovano. La messa a disposizione può essere considerata uno slogan, il blocco del turn over c’è già con le conseguenze pesanti che soprattutto i pazienti hanno potuto percepire.

La mobilità obbligatoria farà i conti con la potestà delle Regioni sull’organizzazione sanitaria e con la rabbia dei cittadini che vedono impoverirsi nella quotidianità del ricovero o della fruizione dell’offerta sanitaria, la loro aspettativa a un’assistenza dignitosa, solidaristica e a governo pubblico; non è spalmando le “miserie” che si risolve il problema delle falle e dei buchi.

Non metto nemmeno in conto di riflettere sul superamento delle dotazioni organiche: è già ampiamente attuato.
In tutto questo emerge una notevole povertà progettuale in relazione alle grandi sfide che abbiamo di fronte tra cui: il progressivo invecchiamento della popolazione con aumento della quota di grandi anziani soli; il mutamento della famiglia caratterizzata sempre più dall’indisponibilità di farsi carico di eventuali famigliari con disabilità o necessità assistenziali; l’aumento della domanda assistenziale per incremento delle malattie cronico-degenerative; lo sviluppo e impiego di tecnologie e di approcci diagnostici e strategie curative meno invasive ma che richiedono alta tecnologia e personale sempre più qualificato.

In tal senso bisognerebbe “reclutare” e non “mortificare” i professionisti sanitari tutti e particolarmente gli infermieri stante, tra l’altro, il fenomeno di shortage che riguarda il personale medico con adeguamento del rapporto medico paziente ai valori europei e conseguente necessità di muoversi celermente verso un “upgrading” della professione infermieristica.

Non è con provvedimenti di razionamento del personale che si potrà affrontare la grave situazione economica. E’ necessaria una riorganizzazione delle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali verso modelli che focalizzino l’attenzione sui reali bisogni e siano in grado di offrire ciò che serve per affrontare i problemi assistenziali. Bisogna avere il coraggio di riorganizzare, riconvertire e, perché no, anche di dire, ad esempio, che parte delle liste d’attesa sono frutto di prescrizioni/richieste lontane dal criterio dell’appropriatezza e dell’evidenza scientifica.

Gli infermieri stanno chiedendo sempre più spesso una riflessione organizzativo assistenziale: abbiamo idee, progetti, capacità e nuova cultura assistenziale e gestionale; dateci nuove possibilità. Così non ce la si può fare e noi… non ce la facciamo più!
Annalisa Silvestro
Presidente Federazione Collegi Ipasvi
Tratto da Il Sole24ore Sanità, n. 42, 8-14 novembre 2011




lunedì 7 novembre 2011

Il demansionamento - Parla la Silvestro....



La Silvestro espime un suo parere... in parte possiamo essere anche daccordo con lei.
Ma una domanda ci sorge spontanea: Se non è demansionamento allora gli OSS fanno abuso della professione infermieristica?

martedì 4 ottobre 2011

La penuria di infermieri al Maggiore di Modica

Modica - “Nel reparto di chirurgia dell’ospedale Maggiore di Modica, su un totale di dodici unità, solo cinque sono in servizio. E’ solo uno dei tenti esempi negativi che, purtroppo, sono costretto a segnalare”. Così denuncia l’on. Orazio Ragusa che, oggi presenterà all’assessore Russo, una serie di rivendicazioni a favore della sanità iblea.
Pochi gli infermieri nei reparti, turni massacranti, carenza di medicinali, di flebo, garze e cotone e un personale ausiliario ridotto ai minimi termini.
Questo è il risultato di tagli indiscriminati che hanno colpito la sanità iblea.
L’on Orazio Ragusa chiederà all’assessore alla sanità Russo conto e ragione dei tagli operati in provincia di Ragusa.
Questo avverrà in occasione dell’incontro chiesto dallo stesso assessore Russo con il gruppo UDC all’ARS che si terrà oggipomeriggio, prima della votazione in aula sulla possibile sfiducia.
“Mi aspetto che Russo possa spiegare i motivi per cui la sanità iblea, definita da molti virtuosa, debba sopportare pesantissimi tagli, mentre continuano sprechi nella sanità che opera nel versante occidentale della Sicilia”.
L’assessore dovrà spiegare perché si continua a depotenziare gli ospedali di Scicli e Comiso, costringendo gli altri ospedali iblei a far fronte a bisogni sempre crescenti, causati proprio dal depotenziamento dei piccoli ospedali”.
“Chiederò, fra l’altro, all’assessore Russo:
1) La sostituzione degli infermieri pensionati;
2) Un incremento del personale medico e infermieristico;
3) L’assunzione di 20 ausiliari tra Scicli e Modica;
4) La copertura dei posti di pneumologia nei distretti di Modica e Vittoria;
5) La revisione della dotazione organica, relativamente all’area medica, a Modica (per garantire la Guardia interdivisionale).
6) Il mantenimento e potenziamento degli ospedali di Scicli e Comiso;
7) Un cardiologo a tempo pieno a Scicli;
8) Il funzionamento del laboratorio analisi e della radiologia, a Scicli e Comiso per 12 ore, con adeguamento organici e mantenimento del primariato fino a ricollocazione;
9) L’attivazione della lungodegenza a Scicli con almeno 3 medici e 10 infermieri;
10) L’attivazione della riabilitazione (3 medici, 10 infermieri, 8 oss, 6 fisioterapisti);
11) L’accelerazione dell’intesa con l’Oasi di Troina;
12) La scorporazione dal bilancio aziendale di 4,5 milioni di euro per i precari e relativo carico sul bilancio della Regione.
“Sono solo alcune delle rivendicazioni che in quella sede esporrò all’assessore. Sono dopo aver ascoltato le sue risposte deciderò come votare”.




Salerno. Gli infermieri di Chirurgia generale protestano

Al Direttore Sanitario A.O.U. “S.G. di Dio e Ruggi d’Aragona”
Al Direttore Dipartimento Chirurgia Generale e Centro Trapianti
Al Direttore U.O. di Chirurgia Generale
All’Ufficio SAIOT
Alla Coordinatrice U.O. di Chirurgia Generale Alle OO.SS. Territoriali

Oggetto: esposto con diffida concernenti le criticità relative alla turnistica ed all’attività assistenziale della U.O. di Chirurgia Generale.

I sottoscritti Infermieri della U.O. indicata in oggetto premettono che da circa due anni hanno affrontato disagi lavorativi non più tollerabili che hanno pregiudicato l’equilibrio psico-fisico di ciascuno operatore, indispensabile per garantire un’attività professionale di qualità e priva di esposizione a qualsiasi rischio sia per i sottoscritti operatori sia per i pazienti ricoverati.
La grave situazione della nostra U.O. è nota a tutti i livelli dirigenziali, tant’è che lo stesso Direttore Dipartimentale ha più volte segnalato alla Direzione Strategica le gravi inadempienze e richiesto interventi nel merito.
Le criticità maggiori derivano principalmente da:
1. Forti carenze di personale infermieristico e socio-assistenziale (i turni effettivi risultano di solo due unità).
2. Pessima organizzazione del personale esistente con privilegi solo per alcuni inaccettabili e continue vessazioni della coordinatrice che mortificano la dignità professionale e umana di ognuno di noi.
3. Cattiva organizzazione dei posti letto con ricoveri impropri e continui spostamenti illegali che dequalificano le attività assistenziali della Chirurgia Generale e procurano gravi danni ai degenti (gli esempi che potremmo citare sono numerosi).
4. Le poche risorse economiche a disposizione (straordinario, progetti vari ecc … ) sono appannaggio sempre e solo di pochi (garantiti dalla coordinatrice) e non a disposizione di tutti.
5. Lotte fratricide tra la dirigenza medica che hanno avvelenato l’ambiente lavorativo al punto che lo stesso responsabile lo ha defInito “un clima da bande”.
6. Ai già insostenibili carichi di lavoro della Chirurgia Generale vanno aggiunti quelli che derivano dagli appoggi della “Breast Unit”, della “Chirurgia Toracica” e del “Day Surgery”.
7. In queste gravi condizioni di lavoro vengono sistematicamente violate anche le norme di sicurezza sia dei pazienti ricoverati sia degli operatori.
8. Si lamenta infme l’assenza di idonee linee guida, prcedure e protocolli, che disciplinino le attività assistenziali sia dell’D.O. di Chirurgia Generale sia della D.O. Centro Trapianti.
L’ultima ed ennesima vessazione che si sta compiendo a carico del personale infermieristico della Chirurgia Generale è la modifica ai turni che è stata apportata per il mese di ottobre che ha previsto lo scompaginamento, senza alcun criterio oggettivo, dei turni che finora hanno garantito con spirito di servizio e dedizione al lavoro una elevata qualità delle attività infermieristiche nonostante tutte le criticità finora elencate.
Ebbene, non siamo più disposti ad accettare altro!! !
Si chiede, pertanto, il ritiro immediato della nuova turnazione e contemporaneamente l’adozione di interventi utili e finalizzati a rimuovere le criticità esposte.
Siamo determinati, in caso di mancato accoglimento della presente istanza, anche a presentare apposito esposto alle autorità competenti per la rimozione degli abusi subiti e delle violazioni sopra descritte a salvaguardia e tutela della loro sicurezza e della propria integrità psico-fisica in uno con quella dei pazienti ricoverati.
Nelle more si declina ogni responsabilità penale e civile per eventuali disservizi e/o eventi che implicheranno eventuali denunce alle Autorità Competenti da parte degli utenti e/o dei familiari. – seguono firme.


Protesta del personale non medico del Maggiore - ParmaToday


Protesta del personale non medico del Maggiore - ParmaToday
Ospedale, protesta del personale non medico: "Basta con turni inumani"

Protesta del personale non medico del Maggiore - ParmaToday
La testimonianza di un infermiere aderente al sindacato Usi-Sanità sezione Parma: "Carenza di dipendenti, turni di riposo saltati per coprirne altri, tempi lunghi per il passaggio di fascia"


"Noi infermieri assieme a tutto il personale, facciamo il massimo per i pazienti. Sempre. Ma non si può tollerare oltre la carenza del numero dei lavoratori. Quanto fatto è a discapito del personale, che subisce più ore di lavoro, con turni inumani, saltando quello di riposo per coprire altri turni. Addirittura a volte, alcuni infermieri vengono prestati ad altri reparti, soprattutto d'estate, quando il problema cresce per la chiusura dei posti letto". Queste le parole di Fabio, infermiere e membro dell'Usi-sanità sezione Parma, sindacato che lotta contro l'emergenza della carenza di personale sanitario non medico dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Una carenza di personale, secondo quanto affermato da un esponente del sindacato, che si aggirerebbe attorno al centinaio di persone, tra infermieri, OSS, ausiliari.
Problema acuito con l'aumento esponenziale del carico di lavoro, amplificato nelle Terapie Intensive, Rianimazione, Comparti Operatori. Problema non secondario l'aspetto contrattuale del personale: "I contratti a tempo determinato andranno a scadere - afferma -, le graduatorie paiono essere bloccate. In molti hanno un contratto a tempo determinato. Coi ritardi del rinnovo del contratto che la nuova Finanziaria ha portato al 2014 noi subiamo le conseguenze. Dal 2000 a oggi, come potere d'acquisto abbiamo perso in media uno stipendio all'anno e, al 2014 sarà una perdita che arriverà a essere di uno stipendio e mezzo all'anno. In più, i passaggi di fascia sono molto lunghi. Ho dovuto aspettare ben 6 anni per un passaggio di fascia, il doppio del tempo previsto. Ci sono anche piccole cose, che però non ci vengono riconosciute, come il quarto d'ora di consegna, anche se da contratto è previsto. Si nota una politica al risparmio, che tocca non solo il personale, ma i farmaci, i presidi come, ad esempio, i guanti, magari acquistando partite che costano meno ma che si rompono prima. Questa situazione non riguarda reparti come rianimazione o gli altri altamente specifici, dove i presidi sono al top. Ma, se si va vedere nei reparti di lungo degenza o di ortopedia, la situazione è ben diversa, nonostante si cerchi sempre di garantire tutto al paziente".
Protesta del personale non medico del Maggiore - ParmaToday
In attesa di risposte da parte dell'Amministrazione Aziendale, il sindacato chiede un ampliamento dell'organico infermieristico, OSS ed ausiliario sulla base delle graduatorie in essere, di indire bandi di concorso per assunzioni di personale a tempo indeterminato e di ridurre a tre anni il passaggio di fascia, riconoscendo anche il quarto d'ora di consegna, come previsto da contratto. "L'unica via possibile - afferma un esponente del sindacato - è aumentare il numero del personale, ma sino ad allora, chiediamo che, per lo meno, gli straordinari non ci vengano tassati. C'è una paura di esporsi da parte di molti dipendenti - ammette -. Chi, di questi tempi, potrebbe sputare sul piatto dove ha mangiato? Ma si tratta di lottare per i propri diritti".

 


FONTE: http://www.parmatoday.it






 

sabato 17 settembre 2011

Ottobre, mese di svolgimento delle selezioni per i Corsi di laurea di secondo livello

I corsi di Laurea magistrale in Scienze infermieristiche hanno l’obiettivo di sviluppare nei professionisti infermieri ulteriori competenze di tipo clinico e gestionale.
L’accesso alla docenza nei corsi universitari infermieristici e alle funzioni apicali dell’organizzazione infermieristica delle strutture sanitarie richiede il possesso della Laurea magistrale in Scienze infermieristiche.
Il prossimo 26 ottobre in numerose Università italiane si svolgeranno le selezioni per l’ammissione ai Corsi di laurea di secondo livello.
Nel sito della Federazione Ipasvi (www.ipasvi.it) è stata inserita una serie di test per potersi esercitare e verificare il proprio livello di preparazione per affrontare le prove di selezione.
L’accesso al sito e l’utilizzo delle prove, corredate delle relative risposte, è completamente gratuito.
Diffondi la notizia e... in bocca al lupo !
 
Fonte:ipasvi.it
 
 
 

Audit clinico per tutti: Corso Fad Gratuito!!!




Il corso sull’Audit clinico affronta un argomento molto importante, ma spesso trascurato, nell’ambito della gestione del rischio e fornisce gli elementi di base per capire che cosa sia un audit, come lo si possa impostare e condurre e con quali obiettivi.

Il corso prevede una serie di attività, comprese diverse esercitazioni pratiche da svolgere online e quattro casi che pongono quesiti di tipo decisionale, oltre al possibile utilizzo di forum di discussione.
Per ottenere i crediti occorre aver superato tutte le varie fasi proposte.

Come accedere al corso
Chi non si fosse ancora registrato alla piattaforma per accedere al corso deve farlo, passando prima dal sito dell’IPASVI www.ipasvi.it. Dopo riceverà una password per accedere direttamente alla piattaforma FadInMed.
Chi avesse già affrontato il corso sull’RCA può accedere al nuovo corso collegandosi direttamente alla piattaforma (www.fadinmed.it).
Si ricorda che il corso sull’RCA resterà online fino al 31-12-2011 e il corso sull’audit fino allo 08-09-2012



Mutui - Infermiere scegli l'Inpdap

Il termine ultimo per presentare la domanda è il 10 Gennaio, Maggio e Settembre

Entro il 1° gennaio, il 1° maggio e il 1° settembre di ogni anno viene pubblicato sul sito internet dell’INPDAP, all’indirizzo www.inpdap.gov.it, l’importo stanziato, per ciascuna Direzione Regionale, rispettivamente per il primo, il secondo e il terzo quadrimestre dell’anno.

Cosa fornisce
La prestazione fornisce mutui ipotecari, per l’acquisto della prima casa di abitazione, della durata di 10, 15, 20, 25 o 30 anni. La somma massima erogata non può superare il limite di euro 300.000.

A chi si rivolge
Il beneficio è riservato agli iscritti in attività di servizio, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, e ai pensionati iscritti alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali con una anzianità di iscrizione di almeno 3 anni.

Requisiti
L’iscritto o i componenti il nucleo familiare non devono risultare proprietari di altra abitazione in tutto il territorio nazionale. Il requisito è considerato sussistente nel caso in cui l’interessato o i componenti il nucleo familiare siano proprietari di abitazioni in misura pari o inferiore al 50% di ciascuna di esse, ricevute per successione mortis causa e non fruibili perchè gravate da diritti reali di godimento.

Tasso e durata
I tassi sono stabiliti con delibera del Consiglio di amministrazione dell’Istituto. Attualmente risultano fissati nelle seguenti misure:

  • mutui a tasso fisso: tasso di interesse del 3,75% per l’intera durata del mutuo;
  • mutui a tasso variabile: tasso del 3,50% per il primo anno e, con decorrenza dalla terza rata, tasso variabile pari all’Euribor a 6 mesi, calcolato su 360 giorni, maggiorato di 90 punti base, rilevato il 30 giugno o il 31 dicembre del semestre precedente.

Modalità di pagamento
Il pagamento delle rate di ammortamento avviene tramite bollettini MAV precompilati, trasmessi al mutuatario a cura dell’Istituto. In caso di mancata ricezione del bollettino MAV, i mutuatari possono versare quanto dovuto avvalendosi di un bollettino di conto corrente postale numero 48782965 intestato a Inpdap – Mutui ipotecari edilizi non cartolarizzati” sul quale devono essere specificati:

  • il cognome, il nome e il codice fiscale del mutuatario;
  • l’anno di concessione del mutuo;
  • numero della domanda;
  • il periodo di riferimento della rata (es. 1.7.2010/31.12.2010).

Graduatorie
Entro 30 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, per ciascun quadrimestre l’ufficio Provinciale e Territoriale approva, con apposita determinazione, la graduatoria provinciale e territoriale, che viene pubblicata sul sito Internet dell’INPDAP per la durata di 15 giorni.

Entro tale termine potranno essere presentati, a pena di decadenza, eventuali ricorsi al Direttore regionale che, nei trenta giorni successivi, adotta le relative decisioni.

Il Direttore provinciale/territoriale, apportate le eventuali modifiche determinate dall’accoglimento dei ricorsi presentati, pubblica sul sito Internet dell’INPDAP la graduatoria definitiva.

Ciascun iscritto, utilmente collocato in graduatoria, sarà informato con raccomandata a/r, della possibilità di definire la sua domanda.

Nel caso di non utile collocazione in graduatoria, l’iscritto, può riproporre la domanda nel quadrimestre successivo; in tal caso, è esonerato dal riprodurre la documentazione prevista solo per la parte attestante requisiti e situazioni non modificatisi nel frattempo



Biotestamento. Cgil e Fp Cgil chiedono audizione al Senato

“Il Ddl Calabrò è inaccettabile”. Per questo la Cgil e la Fp-Cgil hanno chiesto una urgente audizione alla commissione Igiene e Sanità del Senato per spiegare le loro ragioni contro una legge che “costringerà a mantenere in vita con interventi sproporzionati la persona che ha deciso di rifiutarli in modo consapevole e non ha più una speranza di recupero”.

16 SET - La Cgil e la Fp-Cgil hanno chiesto una urgente audizione alla Commissione Sanità del Senato in merito al disegno di legge Calabrò sul biotestamento, che ha ripreso il suo iter parlamentare, per illustrare le ragioni dell’Appello promosso dalla FpCgil e dalla FpCgil Medici “Io non costringo curo”, che ha raggiunto oltre 11mila adesioni tra medici ed operatori sanitari.
La proposta di legge è per il sindacato “inaccettabile”. “Se approvata – spiega la Cgil in una nota - costringerà a mantenere in vita con interventi sproporzionati la persona che ha deciso di rifiutarli in modo consapevole e non ha più una speranza di recupero. Dispone che sia impossibile rifiutare l'idratazione e la nutrizione artificiale, considerate come ‘pane ed acqua’, in contrasto con la comunità scientifica internazionale che le considera terapie”. Per la Cgil, come sostenuto nell’Appello di “Io non costringo, curo”, i medici e gli operatori sanitari “devono poter lavorare secondo scienza e coscienza in una alleanza terapeutica con la persona assistita, alla quale devono sempre essere garantite la dignità e la decisione finale”.
16 settembre 2011
fonte :QS

Tbc, altri tre infermieri positivi si allarga il contagio al Gemelli

di Mauro Evangelisti
ROMA - Anche tre colleghi dell’infermiera del reparto di neonatologia del Gemelli malata di tubercolosi potrebbero essere stati contagiati. E’ quanto mai importante usare il condizionale, ma i primi risultati sui test in corso su circa duecento dipendenti del Gemelli che hanno avuto contatto con l’infermiera hanno dato un responso positivo in tre casi.

Ora servirà un ulteriore approfondimento per verificare se si tratti di un contagio recente e riconducibile alla malattia dell’infermiera. Tenendo conto che l’infermiera ha contagiato 122 bambini è probabile che anche qualche collega che ogni giorno ha lavorato gomito a gomito con lei sia venuto a contatto con il bacillo. Con due precisazioni fondamentali: non sono malati e non sono a loro volta contagiosi. A Roma, intanto, il Campidoglio ha deciso di inviare una circolare ad asili nido e scuole materne in cui si forniscono indicazioni sulla tubercolosi e su come si può diffondere.

Ieri il Codacons ha sollevato un altro caso: un bimbo nato a maggio 2010 - quasi un anno prima dei primi sintomi di malattia dell’infermiera - sarebbe positivo al test. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: «Oramai non ci sono solo casi di contagio risalenti allo scorso anno, ma addirittura anche mamme positive ai test». Rienzi fa riferimento al caso della madre di un bimbo nato a luglio 2011 (positivo) risultata anch’ella positiva al test della tubercolosi polmonare. Replica il presidente della Regione, Renata Polverini: «Abbiamo fatto tutto quello che i protocolli prevedevano. Ora la parola spetta agli organismi giudiziari e al Gemelli, che ha mantenuto un’unità di controllo per i test». «Bisogna essere prudenti - osserva un consigliere regionale della Lista Polverini, Giuseppe Melpignano, pediatra -. Partiamo da un dato: in Italia vi sono sette milioni di positivi alla Tbc». Dunque, la madre positiva (ma anche i colleghi dell’infermiera positivi) potrebbe essere stata contagiata molto tempo fa. E il bambino di cui parla il Codacons potrebbe avere avuto contatto con il bacillo della Tbc fuori dall’ospedale. Inoltre il test utilizzato (Quantiferon) non è attendibile nel rilevare un contatto con il bacillo avvenuto non di recente. Ultimo nodo, spiega Melpignano: «Non esiste un precedente di un utilizzo del Quantiferon su uno screening così vasto. C’è la possibilità che vi sia una percentuale alta di falsi positivi, anche se ovviamente è stato giusto far scattare la profilassi».

Ma ieri è emerso un altro problema, nel corso della riunione della commissione regionale sulla sicurezza sul lavoro. Giuseppe Scaramuzza, leader laziale del Tribunale del Malato: «Nel febbraio 2010 l’infermiera è stata trasferita da Pneumologia (dove potrebbe avere avuto il contatto con il bacillo) a Neonatologia. I controlli non sono stati sufficienti». Se fosse stato rilevato allora che l’infermiera era positiva alla Tbc si poteva attivare un monitoraggio periodico che avrebbe individuato in tempo l’insorgere delle malattia. Ieri dal consigliere regionale Pd, Enzo Foschi, veniva addirittura chiesto di «sospendere le nascite al Gemelli».

Il rettore dell’Università Cattolica, Lorenzo Ornaghi, ha scritto una lettera a tutto il personale in cui afferma: «Il Policlinico sta vivendo una delle fasi più gravi della sua storia. Certamente è la più dolorosa. Lo è soprattutto e in modo intenso per ognuno di coloro che - docenti, medici e specializzandi, caposala e infermieri, suore e sacerdoti, lavoratori di ogni ambito tecnico e amministrativo - al Gemelli ogni giorno prestano la loro opera e offrono le loro fatiche, orgogliosi di appartenere a una famiglia la cui identità e la cui missione hanno sempre coinciso con l’erogazione del servizio di assistenza alla salute di qualunque cittadino di Roma, della Regione Lazio e dell’Italia intera». «L’intera Università che sin dall’inizio ha sinceramente e profondamente condiviso le ansie e ogni motivo di disagio delle famiglie dei neonati, intende ora manifestare la propria speciale vicinanza e i propri sentimenti di solidarietà a tutti i lavoratori del Gemelli».
Giovedì 15 Settembre 2011 - 12:04 - il messaggero.it
 
 

giovedì 8 settembre 2011

Sblocco turn over. Polverini: “Importante per la sanità la deroga in manovra”

“Quando si deve garantire il diritto alla salute è una questione seria che non può avere solo attinenza con i conti”. Così la presidente del Lazio ha commentato il provvedimento inserito nella manovra economica che prevede per le Regioni sottoposte a Piano di rientro la possibilità di ottenere la deroga al blocco delle assunzione del personale del Ssn

08 SET - La possibilità per le Regioni sottoposte al piano di rientro sanitario di chiedere la deroga per lo sblocco del turn over inserita nella manovra economica è un passo “importante” per la Governatrice del Lazio Renata Polverini. “La nostra regione è sottoposta a piano di rientro, abbiamo chiesto in tante occasioni lo sblocco del turn over, perché quando si deve garantire il diritto alla salute è una questione seria che non può avere solo attinenza con i conti” ha commentato a margine della Conferenza delle Regioni. Alla domanda di Quotidiano Sanità riguardo all’intenzione o meno della regione di usufruire di questa possibilità, Polverini da risposto: “Già avevamo ottenuto delle minideroghe, ma in questo caso è un’iniziativa assolutamente apprezzabile. Vorrei ribadire che assumendocene la responsabilità, dove c’era abbiamo già concesso deroghe proprio per garantire la salute”.


Fonte: QS

Manovra. Via blocco turn over in sanità nelle regioni in "rosso". Ma a certe condizioni

Il maxi-emendamento del Governo recepisce l’emendamento approvato dalla commissione Bilancio del Senato, che prevedeva la deroga del blocco del turn over per il personale del Ssn nelle Regioni con i piani di rientro. La deroga dovrà comunque essere legata ad alcune condizioni verificate dal Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei Lea e dal Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali. Ricordiamo che nella manovra dello scorso luglio la deroga era limitata ai dirigenti di struttura complessa

07 SET - Ecco il testo dell’emendamento alla manovra approvato dalla commissione Bilancio del Senato, e recepito nel maxi-emendamento del Governo, che prevede la deroga del blocco del turn over per il personale del Ssn nelle Regioni con i piani di rientro che abbiano adempiuto agli obiettivi di piano. La manovra bis estende così a tutto il personale del Ssn la deroga che nella manovra di luglio era prevista solo per i dirigenti di struttura complessa.

Dopo il comma 23, inserire il seguente:
23-bis. Per le regioni sottoposte ai piani di rientro per le quali in attuazione dell'articolo 1, comma 174, quinto periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Finanziaria 2005), è stato applicato il blocco automatico del turnover del personale del servizio sanitario regionale, con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, su richiesta della regione interessata, può essere disposta la deroga al predetto blocco del turn over, previo accertamento, in sede congiunta, da parte del Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza e del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali, di cui rispettivamente agli articoli 9 e 12 dell'intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, sentita l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), della necessità di procedere alla suddetta deroga al fine di assicurare il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, del conseguimento di risparmi derivanti dalla corrispondente riduzione di prestazioni di lavoro straordinario o in regime di autoconvenzionamento, nonché della
compatibilità con la ristrutturazione della rete ospedaliera e con gli equilibri di bilancio sanitario,
come programmati nel piano di rientro, ovvero nel programma operativo e fermo restando la previsione del raggiungimento dell'equilibrio di bilancio


domenica 4 settembre 2011

Caffè: prima tazzina per svegliarsi è inutile. La mente la "ricorda"

La "prima tazzina" di caffè avrebbe un mero effetto placebo sull'organismo e non darebbe "la carica". Questa la conclusione di una ricerca inglese che però va letta con attenzione. In realtà il "ricordo" inconscio del caffè sarebbe così potente che la mente "sente" la caffeina anche dove non c'è.

C'è chi non si "sveglia" prima della tazzina fatidica di caffè, gustata a casa o al bar. Qualcuno si è pure comprato la macchinetta per fare l'espresso come al bar, tanto è amante del caffè bevuto di prima mattina. Milioni di italiani accompagnano poi la prima tazzina di caffè, per "darsi la carica" ma soprattutto per "svegliarsi", alla prima sigaretta, un'abitudine certamente discutibile ma che per alcuni è anche l'unico passepartout per correre al bagno. Ma ecco che una ricerca scientifica attacca il caffè come "starter" irrinunciabile della giornata dato che, secondo uno studio inglese della University of East London, la "prima tazzina" avrebbe solamente un effetto "psicologico". I ricercatori inglesi, hanno infatti fatto un piccolo esperimento su 88 volontari tra i 18 e i 47 anni, tutti estimatori dichiarati del caffè soliti bere almeno due tazze al giorno della preziosa bevanda. Lo studio, pubblicato sulla rivista Appetite, ha visto sostituire ai volontari il solito caffè "con caffeina" con quello "decaffeinato", ovviamente a loro insaputa. I risultati sono sbalorditivi: coloro che bevevano il caffè decaffeinato avevano lo stesso effetto "di carica" di quelli che gustavano il caffè "classico", anzi in alcuni casi erano più "su di giri" dei colleghi d'esperimento. I risultati suggeriscono ai ricercatori non tanto che la caffeina non sia più una sostanza "stimolante" ma che, in qualche modo, la mente "anticipi" l'effetto della caffeina anche quando non c'è. La prima tazzina per dare un senso alla giornata sarebbe quindi un effetto "placebo", ma che non smitizzerebbe gli effetti del caffè ma anzi ne rafforzerebbe la "leggenda" e il "ricordo" nella mente inconscia. Alcuni, leggendo la notizia si chiedono però quale caffè abbiano bevuto gli inglesi perché, come qualsiasi estimatore della polvere marrone sa, c'è caffè e caffè, miscela e miscela, tazzina e tazzina. Ma anche mano e mano, e barista e barista.
Jessica Montani



Prescrivevano ossigeno senza motivo, medici finiscono nei guai

BARI – Prescrivevano l’uso dell’ossigeno a pazienti che non ne avevano bisogno dando anche vita a un giro di fatture gonfiate.
Il Nas dei carabinieri di Bari ha notificato questa mattina 47 avvisi di conclusione indagini a 19 medici, per lo più pneumologi, 26 imprenditori e 2 infermieri, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alle false fatturazioni e alla truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale nel settore dei gas medicinali. Un danno erariale presunto di 6 milioni di euro.
In tutto sono 13 gli ospedali interessati attraverso personale in servizio al San Paolo di Bari, al Miulli di Acquaviva delle Fonti, al Fallacara di Triggiano, al Maugeri di Triggiano e all’Umberto I di Roma, per citarne alcuni.
Un’indagine avviata nel 2008, coordinata dai sostituti procuratori Ciro Angelillis e Grazia Maria Nanna, dopo la denuncia di due addetti alla consegna a domicilio di bombole di ossigeno licenziati da due note aziende specializzate nella commercializzazione di gas medicali.
La truffa avveniva così: medici e addetti ai reparti ospedalieri (tecnici e infermieri) segnalavano in modo sistematico alle ditte i pazienti in dimissione ricevendone in cambio beni e utilità. Alcuni esami diagnostici, funzionali alla successiva prescrizione di ossigeno terapeutico, venivano addirittura compiuti al domicilio dei pazienti da tecnici delle aziende, anche se i relativi accertamenti risultavano compiuti in ospedale.
E non solo. Veniva infatti prescritto l’uso dell’ossigeno a pazienti che in qualche caso non ne avevano bisogno e la stessa bombola, usata per metà, assegnata a due distinte persone. Di contro, il rimborso alle aziende la Asl lo erogava due volte. Come se ognuno degli “ammalati” esaurisse il contenuto di ciascuna bombola.
Gli uomini del Nas dei carabinieri, coordinati dal capitano Antonio Citarella, hanno poi documentato anche un giro di fatturazioni emesse da ristoratori per far sì che gli informatori farmaceutici, presentando alle aziende le fatture per i rimborsi, avessero il margine per pagare viaggi e regalie ai medici collusi.
Gli investigatori hanno documentato fatture per 24mila euro, pranzi e cene consumati in un’unica struttura da un referente di una delle aziende finite sotto indagine.
Di questa mattina la notifica delle conclusioni delle indagini a medici, infermieri, tecnici, imprenditori, dirigenti di azienda e ristoratori di 7 province del territorio nazionale: Bari, Milano, Torino, Roma, Napoli, Lecce, Rieti
 
 
 
 
 

sabato 3 settembre 2011

Concorsi e Mobilità: Bando mobilità - AO Universitaria consorziale Policlinico di Bari-

Avviso pubblico, per soli titoli, di mobilita' volontaria regionale e interregionale, di personale appartenente ad Aziende e a tutti gli Enti del Comparto di cui al C.C.N.Q. del 2 giugno 1998, per la copertura di n. 100 posti di Collaboratore professionale sanitario infermiere cat. D e di n. 5 posti di Collaboratore professionale sanitario tecnico di radiologia cat. D. (GU n. 70 del 2-9-2011)
E' indetto avviso pubblico, per soli titoli, di mobilita' volontaria regionale e interregionale, di personale appartenente ad Aziende e a tutti gli Enti del Comparto di cui al C.C.N.Q. del 2 giugno 1998, per la copertura di n. 100 posti di Collaboratore professionale sanitario infermiere cat. D e di n. 5 posti di Collaboratore professionale sanitario tecnico di radiologia cat. D, ai sensi dell'art. 19 del C.C.N.L. integrativo del 20 settembre 2001 dell'area di comparto sanita' e dell'art. 30 del decreto legislativo 165/2001 e successive modificazioni ed integrazioni.
Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione dell'avviso scade il trentesimo giorno dalla data di pubblicazione del presente estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - 4ª serie speciale «Concorsi ed esami».

Il testo integrale del bando, con l'indicazione dei requisiti e delle modalita' di partecipazione all'avviso e' stato pubblicato nel Bollettino ufficiale regione Puglia n. 129 del 18 agosto 2011. Per ulteriori informazioni rivolgersi all'unita' operativa concorsi dell'Azienda ospedaliero universitaria consorziale Policlinico - Piazza G. Cesare n. 11 - Bari - tel. 080/5593389-5592507