sabato 27 agosto 2011

Marche - La regione illude gli infermieri

San Benedetto del Tronto | A livello Zona 12 e’ stata stilata una graduatoria per mobilita’ di trasferimento, per anzianita’ e titoli, ma la Regione non la vorrebbe utilizzare

Una graduatoria e' stata gia' stilata presso la zona 12, cosi' come e' stato fatto secondo altre altre necessita', ma, contestualmente la Regione ne sta predisponendo un'altra con valenza Regionale che andrebbe pero' ad annullare quella decisa dalla zona12.

Insomma una beffa per gli infermieri che avrebbero risposto all'avviso di mobilita' indetto nell'ambito della zona12 e che dopo tanti anni di servizio si vedrebbero sfumare una opportunita' professionale e di vita a causa di una cattiva gestione delle pratiche amministrative.
Oltretutto si andrebbe a delineare anche un cattivo utilizzo del personale amministrativo il quale avrebbe consumato inutilmente diverse ore lavorative. L'ugl pubblicamente chiede alla regione marche di utilizzare anche la graduatoria stilata nell'ambito della zona 12, la n°309 del 21/03/2011 dove hanno partecipato ben 498 Infermieri.

In questo momento di crisi economica non si può assistere ad un evidente sperpero di personale pubblico amministrativo il quale per giorni e giorni ha lavorato per costruire una graduatoria. I ritardi della regione marche contro la zona12 stanno imperversando da diversi anni ora pero' e' il momento di dire basta.
fonte - ilquotidiano.it


sabato 20 agosto 2011

Infermieri.....crollo delle iscrizioni all'università

di Marco Martignoni
C’era una volta l'infermiere. Quello che dopo tre anni di studi aveva la certezza di un posto di lavoro sicuro, sia in nel settore pubblico sia in quello della sanità privata. Quella favola è finita, tanto che ora il mestiere, non solo richiede una preparazione universitaria, ma nasconde anche le insidie del precariato.
L'analisi di quanto sta accadendo, arriva dai dati resi noti dalle domande di ammissione deposititate all'ateneo reggiano per quanto riguarda le lauree medico-sanitarie. Alla data di chiusura della presentazione delle domande di ammissione ai due corsi di laurea magistrale a ciclo unico (Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria) e alle dodici lauree di primo livello per le professioni sanitarie alla facoltà di Medicina e Chirurgia sono arrivate complessivamente oltre 2.700 domande: 1.135 per Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e 1.579 per il test di Professioni Sanitarie. Ma cala l’interesse proprio per Infermieristica (- 17,15% a Modena e – 20,60% a Reggio).
Ed è questo il dato che sorprende, soprattutto a Reggio dove Scienze infermieristiche fa parte di quelle facoltà considerate d'eccellenza.
“Consiglierei a un giovane di fare l'infermiere? - si chiede Antonio Boccia Zoboli, vice presidente provinciale del collegio infermieri - .Certo. Ma gli direi anche che per intraprendere questa carriera, occorre sapere bene quali sono le mansioni che dobbiamo affrontare quotidianamente e che per farlo è necessaria una forte convinzione di base”.
I dati resi noti dall'ateneo però mettono in risalto un disinteresse nei confronti di una professione che, negli anni, ha assunto un ruolo sempre più importante nel campo dell'assistenza. “Quello che ci preoccupa - dice Boccia - è il calo di coloro che noi consideriamo come ragazzi che hanno fatto la prima scelta proprio in Scienze Infermieristiche. Ci preoccupa meno chi invece ha deciso di rinunciare perché consapevole che raggiungere il posto fisso non è più cosa semplice”. Ma c’è un altro fattore che condiziona la scelte dei giovani: il tasso di occupazione post-laurea e gli stipendi. “Dal punto di vista economico - spiega Boccia - la figura dell'infermiere, per le responsabilità che ha e le conoscienze che deve avere nel suo bagaglio professionale, ha una remunerazione bassa, anche rispetto a tutti gli altri paesi europei. L'infermiere è quella figura professionale che c'è sempre: è quella persona che funge da interfaccia tra il paziente e il medico. E in un momento come questo dove la popolazione ha sempre maggiore bisogno di assistenza, l'infermiere diventa fondamentale. Ci piace definirci con le parole di Ligabue: una vita da mediano, sempre lì. Per quanto invece riguarda l'occupazione, oggi, rispetto al passato, i concorsi sono meno frequenti e per i tagli introdotti hanno prodotto una riduzione delle assunzioni sia nel servizio pubblico sia in quello privato”.
Ma secondo Boccia l'infermiere è una professione ancora molto affascinante.
“E' un mestiere - conclude - che richiede grande convinzione e una preparazione approfondita. E chi è davvero convinto e ha passione, può vivere un'esperienza professionale di ottimo livello”.


Fonte: gazzettadireggio.it


Iscrizioni al corso di laurea infermieristica entro il 23 agosto

Professione: infermiere. Chi volesse intraprendere questo percorso formativo e lavorativo può consultare il Bando dell’Università degli Studi dell’Insubria – Facoltà di Medicina e Chirurgia di Varese relativo alla prova di ammissione per i Corsi di Laurea Triennali delle Professioni Sanitarie per il 2011/2012 che includono anche il Corso di Laurea in Infermieristica con le sue sedi di Varese e quella presso l’ospedale Sant’Anna. La sede della Scuola comasca è in via Napoleona a Como, all’interno del vecchio ospedale, e vanta una tradizione ultradecennale. E’ dal 1958, infatti, che nel presidio si svolge attività di formazione in campo infermieristico, ora con il corso di laurea in Infermieristica. Il Bando è scaricabile collegandosi al sito dell'Università: www.uninsubria.it.
Cliccando su Segreteria Studenti alla sezione Immatricolazioni - Test Ammissione con accesso programmato, si troverà il link riferito alle prove di ammissione ai corsi ad accesso programmato 2011/12. Lì sono riportate le informazioni utili inerenti la modalità, i contenuti e i termini – la scadenza è il 23 agosto - per l’iscrizione al test di selezione che si terrà l’8 settembre 2011 - ore 9.30 - a Varese.
Utile anche la consultazione della sezione Offerta Formativa della Facoltà di Medicina e Chirurgia - Lauree nuovo ordinamento (D.M. 270/04) - che raggruppa alcuni link riferiti ai corsi pre - test e la guida all'iscrizione on-line.
«Tra le novità di quest’anno – spiega Donatella Pontiggia, coordinatore didattico della Sezione di Como, ve ne sono due di notevole rilevanza. La prima riguarda il numero di studenti stabilito dal Ministero per l'Insubria, aumentato di 30 unità rispetto allo scorso anno. Si è passati infatti da 150 posti a 180. Il totale stabilito per la sede del Sant’Anna è pari a 70 posti, 5 riservati ai cittadini non Comunitari residenti all'estero), incrementato rispetto allo scorso anno di 15 posti. A breve ci sarà l’integrazione del personale infermieristico, adeguato per assicurare le funzioni di tutoring, quale requisito indispensabile per una formazione universitaria di qualità. Inoltre, il percorso di studi a partire dall’anno accademico 2011/12 sarà effettuato in base al nuovo ordinamento dettato dal D.M. 270/04».
I tutor del Corso di Laurea in Infermieristica della sede di Como riceveranno tutti coloro che avranno bisogno di informazioni relative al percorso di studi preferibilmente su appuntamento.Per fissare l’incontro si può telefonare da lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 12 ai numeri 031/5855036 oppure 031/5855352. La sede sarà chiusa il 31 agosto in occasione di Sant’Abbondio, patrono di Como.
I numeri della Scuola del Sant’Anna: gli studenti delle sede di via Napoleona attualmente frequentanti sono 181, oltre ad altri 20 studenti che, seppur non frequentanti, risultano iscritti. Sessantacinque sono i discenti del primo anno, 37 quelli del secondo, 35 del terzo e 44 i fuori corso tra il primo, secondo e terzo anno.
«Nell’A.A. 2009/2010 – prosegue Pontiggia - si sono laureati 33 studenti, di cui 23 in data 4 novembre 2010, prima sessione di laurea, e 10 in data 31 marzo 2011, seconda sessione di laurea, con ottimi risultati che ripagano l'impegno profuso di tutti i professionisti, collaboratori e infermieri-tutor dell’Azienda Sant’Anna che hanno contribuito ad accompagnare gli studenti durante il loro percorso formativo/universitario».
È importante sottolineare che la maggior parte dei laureati - 23 su 33, pari al 70% -, così come è già avvenuto negli anni precedenti, ha scelto di svolgere l’esercizio della professione infermieristica nell’ambito dell’Azienda Ospedaliera di Como.
16/08/2011
 
 
 

Approvato il testo del Disegno Legge 1142 sull’istituzione degli ordini per le 22 professioni sanitarie

Istituzione degli ordini e albi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione.

Descrizione atto:

Per consentire una uniformità regolamentare delle figure operanti nel settore della sanità pubblica e privata vengono istituiti i seguenti albi che verranno gestiti dagli ordini provinciali dei medici chirurghi ed odontoiatri in accordo con le Procure generali della Repubblica.
Le Prefetture le questure l'agenzia delle entrate attraverso il sistema telematico ai fini della vigilanza sulle modalità di esercizio della attività prevista da apposito regolamento ed il possesso legale dei titoli ed autorizzazioni previste daklla legge.
Viene istituito l'albo delle professioni ausiliarie della professione medica ed odontoiatrica (infermiere, ostetriche, logopediste etc come da attuale inquadramento giuridico e T.U. delle leggi sanitarie 1938 n.1265 e relative modifiche)
Viene istituito l'albo delle arti ausiliarie della professione medica ( ottici, odontotecnici etc. come da T.U.delle leggi sanitarie 1938 n.1265 e successive modifiche)



Sanità, le assunzioni che durano una settimana

Immissione in servizio per 370 vincitori di concorso. Ma incombe la sentenza del Cga Nel contratto c'è una clausola di rescissione in caso di pronuncia negativa dei giudici

ASSUNTO a tempo indeterminato per una settimana. È la bizzarra proposta contrattuale ricevuta da Giuseppe F., 45 anni, vincitore, insieme ad altri 374 partecipanti, di un concorso per infermieri, fisioterapisti, tecnici di radiologia e ostetrici indetto dalle aziende ospedaliere della Sicilia Orientale. Nella lettera indirizzata agli operatori sanitari e firmata da Francesco Poli, direttore generale dell'ospedale Cannizzaro di Catania, si fa infatti riferimento ad una clausola risolutiva delle assunzioni in attesa della sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa che potrebbe annullare il concorso sul quale pendono una raffica di ricorsi.
Sentenza fissata per l'8 settembre, appena una settimana dopo la richiesta di sottoscrizione del contratto. Il motivo? Il mancato avvio, prima dei concorsi, della cosiddetta mobilità regionale ed extraregionale. In sintesi, l'assessorato per la Salute, prima di assumere nuovo personale avrebbe dovuto verificare se all'interno di tutte le aziende sanitarie pubbliche ci fossero state persone interessate a questi posti.
«Ci rendiamo conto dell'anomalia - dicono dalla direzione del Cannizzaro, sede di riferimento del bando orientale - ma abbiamo deciso di sottolineare la clausola e i possibili rischi derivanti dalla sentenza per ragioni di trasparenza». «Una presa per i fondelli» per l'infermiere Giuseppe F. che per firmare il "contratto-trappola" dovrebbe prima dimettersi dal San Raffaele dove lavora da più di 7 anni. «Che senso ha proporre un contratto con questi termini? - continua - Nessuno dei miei colleghi è pronto a correre questo rischio». E se dal Cannizaro si dicono ottimisti sulla decisione del Cga, i sindacati parlano invece di sentenza scontata, ricordando che 20 giorni fa, per lo stesso concorso nel bacino occidentale, il Cga ha dato ragione al ricorso di infermieri, tecnici di radiologia e fisioterapisti in mobilità. In quel caso furono 540 le assunzioni bloccate.
«Volevamo dare spazio ai precari e a chi non aveva ancora trovato lavoro - dice il direttore generale dell'Assessorato regionale alla Sanità, Maurizio Guizzardi - È chiaro che non era nostra intenzione venir meno ad una legge che non è in ogni caso molto chiara in materia». I bandi, pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Regione lo scorso 31 dicembre avrebbero dovuto garantire ben 1.138 posti per infermieri in mobilità ed esterni, 117 tecnici di radiologia, 105 fisioterapisti e 60 ostetrici per un totale di 1.420 unità.
Una scelta che aveva mandato su tutte le furie Renato Brunetta: il ministro per la Pubblica amministrazione minacciò di impugnare il concorso bandito nell'ultimo giorno disponibile per evitare di incorrere nella clausola della finanziaria Tremonti, che dal primo gennaio scorso impone il blocco del turn-over. A fermare le assunzioni ci hanno pensato gli infermieri siciliani che hanno presentato ricorso in massa al Tar.

I protagonisti
L'ASSESSORE Massimo Russo assessore regionale alla Salute ha varato concorsi in Sicilia per un totale di 1.420 posti Alcune selezioni sono già state annullate, su altre si attende il Cga IL DIRETTORE Maurizio Guizzardi dirigente generale dell'assessorato "Abbiamo deciso di dare spazio ai precari e a chi non aveva trovato un lavoro. Ma la legge su questo non è chiara" IL MANAGER Francesco Poli manager dell'ospedale Cannizzaro di Catania ha spedito le lettere di assunzione con la clausola risolutiva in caso di sentenza negativa PER SAPERNE DI PIÙ www.regione.sicilia.it www.ars.sicilia.it
fonte - La Repubblica del 18/08/2011


domenica 7 agosto 2011

Concorsi al Civico di Palermo, la replica dell'azienda ospedaliera

4 agosto 2011 - In riferimento all’articolo pubblicato, intitolato “Pastette sanitarie, al Civico di Palermo tra concorsi & colloqui…” riceviamo e pubblichiamo una nota del commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera, Carmelo Pullara.
In relazione all’articolo pubblicato ieri, mercoledì 3 agosto, a firma di Giulio Ambrosetti, dal titolo “Pastette sanitarie al Civico di Palermo tra concorsi e colloqui”, si rendono necessarie alcune precisazioni nel rispetto della verità, ma anche dell’onorabilità dell’Azienda Ospedaliera Civico, della mia persona e degli altri colleghi citati.

Nell’articolo si presenta come un’anomalia l’indizione di bandi di concorso per titoli e colloquio; così non è nei fatti, visto che, bandi di concorso per titoli e colloquio per dirigente amministrativo o assistente amministrativo, per esempio, sono stati banditi in Veneto, dall’Ospedale S. Camillo di Alberoni- Venezia, in Lombardia, dall’Asl di Milano, dall’Azienda Forestale della Regione Calabria, ma anche in Sicilia.
L’elenco potrebbe proseguire continuando una banale ricerca che, forse, al nostro posto, avrebbe potuto fare l’autore dell’articolo.
Si afferma, inoltre, che il Civico “non può fare a meno di 10-12 nuovi dirigenti amministrativi e tecnici”: il dato citato non trova riscontro sul piano fattuale, un bando, infatti, prevede 3 figure – un ingegnere, un architetto e un avvocato – un altro bando prevede, invece, l’immissione in servizio di 4 dirigenti amministrativi, per un totale, dunque di 7 figure professionali.
Nell’articolo ci si chiede se il Civico abbia bisogno di questi nuovi dirigenti, la risposta è sì, e anche in questo caso “parlano” i fatti: la dotazione organica approvata dall’Azienda Ospedaliera Civico e dall’Assessorato regionale alla Salute, prevede 4 posti di dirigente avvocato, in atto l’Azienda Civico ne ha 2, di cui 1 in distacco sindacale da 10 anni. Prevede, inoltre, 2 posti di architetto, attualmente 1 solo è in servizio effettivo, 4 posti di ingegnere, e in servizio ce ne sono 2, 14 posti di dirigente amministrativo, e ce ne sono 9 in servizio effettivo.
Non è assolutamente vero che la nomina del Commissario straordinario sia di durata bimestrale, il decreto di nomina non prevede un termine di durata. Non corrisponde al vero che i poteri del Commissario Straordinario siano legati al carattere dell’urgenza, l’emanazione dei bandi in questione è legata all’esigenza comune a tutte le aziende pubbliche e private di garantire la continuità, la funzionalità aziendale, e un adeguato livello di erogazione dei servizi.
In ogni caso, possiamo con serenità affermare che c’è l’esigenza di emanare tali bandi, se solo si fa riferimento alle figure professionali richieste, figure che, non sono certo di secondo piano nella gestione di un’Azienda ma che, inoltre, contribuiscono all’organizzazione e al buon funzionamento della macchina sanitaria. Appare del tutto evidente che in un’Azienda Ospedaliera non servano solo i medici. Quanto alla durata dei contratti prevista nei bandi, in primo luogo il DPR 483 del 97, diversamente da quanto riportato nell’articolo, non prevede una durata minima biennale; in secondo luogo, il decreto legislativo 368 del 2001, che regola i contratti a tempo determinato, non contempla un termine di durata minima, ma lascia libera la determinazione dei tempi all’Amministrazione.
Quanto sopra, sul piano esclusivamente tecnico, non ritenendo degne di alcun commento le restanti affermazioni e illazioni contenute nell’articolo, tanto gratuite quanto infondate, affermazioni e illazioni che l’Azienda Ospedaliera Civico archivia per il rispetto che ha nei confronti della stampa.
Il commissario Straordinario dell’Azienda Ospedaliera Civico
Carmelo Pullara

Fonte Blogsicilia




Pastette sanitarie, al Civico di Palermo tra concorsi e colloqui

di Giulio AmbrosettiNella pubblica amministrazione siciliana, dai primi anni ’80 del secolo scorso fino ai nostri giorni, in materia di personale, ne abbiamo viste di tutti i colori. Per esempio, un funzionario regionale – fine anni ’80, dossier Cgil-Funzione pubblica – che, leggi e cavilli alla mano, risultava avere un numero di anni di servizio superiore alla sua età anagrafica. ‘Mitica’, poi, la legge – ovviamente regionale – n. 10 del 2000, che in una notte creò dal nulla 2 mila dirigenti! Ma un concorso pubblico – naturalmente per dirigenti – “per titoli e colloquio”, almeno fino ad oggi, non si era mai visto.
In genere, nella pubblica amministrazione italiana, fino a prova contraria, è normale imbattersi in bandi di concorso “per titoli ed esami”. Un bando di concorso pubblico per “titoli e colloquio” è una novità, tutta siciliana, che, come dicono i giuristi, potrebbe essere destinata a “novellare” lo sbrindellato mondo della pubblica amministrazione italica. Il “colloquio” per scegliere chi assumere dovrebbe essere una prerogativa delle aziende private. Invece scopriamo che, per diventare dirigenti tecnici ed amministrativi dell’Ospedale ‘Civico’ di Palermo – Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione – si procederà con un concorso “per titoli e colloquio”.
La storia è particolare ed emblematica. Proviamo a raccontarla per grandi linee. Cominciamo dalla premessa, che appare un po’ bizzarra: a quanto pare, il ‘Civico’ di Palermo non può fare a meno di 10-12 nuovi dirigenti amministrativi e tecnici. La cosa già è strana di per sé perché, a giudicare dalle polemiche di questi giorni, negli ospedali siciliani sembra che a mancare siano i medici e non i dirigenti amministrativi o tecnici. Lo ha sottolineato, senza tanti giri di parole, il segretario della Cgil medici della Sicilia, Renato Costa. Il quale, commentando la relazione annuale della Corte dei Conti in occasione della ‘parifica’ del bilancio, a proposito delle insufficienze della sanità isolana, ha affermato a chiare lettere che, se oggi la sanità pubblica dell’Isola perde colpi, ebbene, ciò dipende anche dalla dissennata riduzione dei medici operata negli ultimi anni dal governo regionale.
Dunque, per il ‘Civico’ di Palermo, la ‘ricetta’ non è quella di potenziare l’area medica, ma quella di assumere sembra 10-12 nuovi dirigenti tecnici e amministrativi. Come procedere? Si ipotizza di attribuire l’incarico con contratto a tempo determinato, secondo quanto previsto da una legge nazionale. Tale via può essere percorsa se l’amministrazione in questione – in questo caso l’Ospedale ‘Civico’ di Palermo – risulti sprovvista in pianta organica di tali figure.
A questo punto si pone un interrogativo: i nuovi dirigenti vanno presi dall’interno o dall’esterno dello stesso ‘Civico’? Si cerca la risposta tra leggi e circolari regionali. Risultato: vanno presi con un concorso pubblico, aperto dunque anche agli esterni. Qui comincia l’avventura destinata, come già ricordato, a “novellare” il settore dei concorsi pubblici italiani.
Su proposta del direttore dell’Area ‘Risorse umane’ del ‘Civico’, Maria Luisa Curti, con il parere favorevole del direttore sanitario della stessa struttura, Renato Li Donni e, naturalmente, con la ‘benedizione’ del commissario straordinario del ‘Civico’, Carmelo Pullara, ex direttore amministrativo della stessa Azienda ospedaliera, viene emanato il celeberrimo bando “per titoli e colloquio”. Obiettivo: il conferimento di 3 “incarichi dirigenziali a tempo determinato del ruolo professionale”. Il concorso riguarda ingegneri, architetti e avvocati, figure “indispensabili”, a quanto pare, per curare i malati dell’ospedale ‘Civico’… In attesa di un analogo bando per dirigenti amministrativi che non tarderà ad arrivare.
Formalmente, l’evidenza pubblica sembra rispettata. Anche se non mancano dubbi. A cominciare dalla durata del contratto. Nel bando si legge “per 6 mesi rinnovabili”. Peccato che il Decreto legislativo n. 165 del 2001 prevede che la durata non debba essere “inferiore a tre anni”. E poiché in Italia le leggi qualche volta si contraddicono, siamo andati a consultare il Decreto del presidente della repubblica n. 483 del 1997, dove si legge che la durata minima “non può essere inferiore a due anni”.
Insomma: comunque la si giri, tecnicamente, i sei mesi non esistono. Per non parlare dell’illogicità di tale termine temporale: se c’è veramente un problema strutturale, se al ‘Civico’, insomma, non si riescono a curare i malati senza questa nuova ‘infornata’ di dirigenti tecnici e amministrativi, perché ricorrere a un bando per soli 6 mesi?
Tra l’altro, chi ha i titoli per partecipare al concorso e, pur essendo nato a Palermo ma costretto a lavorare fuori dalla sua città e, magari, vorrebbe partecipare al già citato concorso, beh, troverà poco conveniente presentare la domanda di partecipazione per lavorare, eventualmente, solo per sei mesi. Ma presenterebbe subito la domanda se, come previsto dalla legge, il bando prevedesse un incarico triennale rinnovabile.
Il dubbio è che tutta questa manfrina messa su al ‘Civico’ di Palermo serva, alla fine, per creare un indubbio vantaggio agli interni, specie se questi già da tempo aspirano legittimamente ad acciuffare la promozione a dirigenti.
p.s.
Su questa bizzarra formula del bando per “titoli e colloquio”, indagando, abbiamo scoperto una piacevole novità. Dietro il ricorso a questa dizione non ci sarebbe una trovata degna dell’avvocato Azzeccagarbugli. Il problema, insomma, non sarebbe di ordine manzoniano, ma gozzaniano. A quanto abbiamo appreso, il dottore Pullara, la dottoressa Curti e il dottore Li Donni sarebbero tutt’e tre appassionati lettori di Guido Gozzano, del quale apprezzano, in particolare, la celebre raccolta di poesie “I colloqui”. I tre, lungi dall’ipotizzare chissà quali ‘pastette’, hanno solo cercato di rendere meno arido un atto amministrativo, arricchendolo con un tocco ‘crepuscolare’ del quale, in effetti, avvertivamo tutti la mancanza.
Ah, dimenticavamo: un commissario straordinario nominato per due mesi – come nel caso del ‘gozzaniano’ dottor Pullara – può emanare un bando di concorso di questo tipo? Ce lo chiediamo perché, avendo consultato sempre leggi e regolamenti, abbiamo scoperto che a sostenere il ricorso a tale atto amministrativo ci dovrebbe essere non soltanto la mancanza in pianta organica di tali figure, ma anche l’urgenza a provvedere in tempi strettissimi. Da qui un’ultima domanda: il ‘Civico’ di Palermo ha veramente ‘urgente’ bisogno di questi nuovi dirigenti?

venerdì 29 luglio 2011

MANGIARE LA CIOCCOLATA?"ATTENUA LA TRISTEZZA"

ROMA - Non è solo una sensazione: cioccolato e cibi grassi attenuano la tristezza. È noto che esiste una stretta relazione tra stato emotivo e cibo, tanto che si preferisce un cioccolatino a una mela se si è stressati e oberati di lavoro. Non a caso alcuni alimenti si sono guadagnati il nomignolo di 'comfort food'. Ma ora un team di ricercatori belgi ha dimostrato l'effetto di questi cibi, 'fotografandò i cambiamenti indotti nel cervello di un gruppo di persone sane (e non obese) in preda alla tristezza. Il gruppo di Lukas Van Oudenhove dell'Università di Lovanio ha scoperto che la somministrazione di una soluzione grassa nello stomaco ha attenuato le risposte delle cellule nervose alle emozioni tristi. Questi dati, spiegano i ricercatori sul 'Journal of Clinical Investigation', hanno chiare implicazioni per una vasta gamma di problemi, tra cui l'obesità, i disturbi alimentari ma anche la depressione. E, come hanno notato Giovanni Cizza e Kristina Rother dell'Istituto Nazionale Diabete e Malattie Digestive dei Nih (National Institutes of Health) di Bethesda in un commento, questi dati mostrano che davvero siamo ciò che mangiamo


SESSO NEL SONNO, PRIMO CASO DOCUMENTATO A TORINO

TORINO - Lo hanno registrato e documentato per la prima volta al mondo. Si tratta di un caso di sleepsex spontaneo. Al Night Hospital al Centro di Medicina del Sonno dell'ospedale Molinette di Torino una donna piemontese di 61 anni si è masturbata per alcuni minuti durante un ricovero, senza poi ricordare nulla. L'episodio viene descritto in uno studio appena pubblicato su 'Sleep Medicine', che ha per oggetto la prima registrazione di un evento parasonnico di tipo sleepsex spontaneo in un soggetto con associato un disturbo del comportamento nel sonno Rem. Nel corso dell'esame è stato registrato un episodio di masturbazione della durata di alcuni minuti, durante il quale era presente un tracciato elettroencefalografico di sonno non-Rem di tipo profondo diffuso, associato ad attività elettrica corticale più rapida localizzata in alcune aree cerebrali. Al momento del risveglio, indotto dal personale, la paziente ricordava nulla. La fortuita registrazione dell'evento, spiegano i ricercatori in una nota, ha consentito da un lato di attribuire con certezza la genesi del disturbo al periodo di sonno non-Rem, dall'altro di confermare la condizione di funzionamento 'dissociatò di alcune aree cerebrali. In pratica, alcune aree sarebbero in condizioni di veglia almeno parziale e altre in sonno profondo durante gli episodi parasonnici, un dato già evidenziato in letteratura. Si tratta di un disturbo che è motivo di profondo disagio, personale e nei confronti del partner, che viene raramente riferito al medico. Insomma, secondo i ricercatori si tratta di un problema sotto diagnosticato e non trattato.

Ma che cos'è lo sleepsex? Colpisce dallo 0,5 al 2% della popolazione, ed è un disturbo caratterizzato dalla messa in atto, durante il sonno, di attività motoria sessualmente orientata: sospiri, movimenti ritmici del bacino, masturbazione fino ad atti sessuali completi. «Quando non secondario ad altri disturbi del sonno, è incluso tra le parasonnie (eventi fisici o esperienze che avvengono durante il sonno) non-Rem (sonno durante il quale non sono presenti i movimenti oculari rapidi), alla stregua del sonnambulismo e degli arousal confusionali, in contrapposizione alle parasonnie Rem (che avvengono durante il sonno con movimenti oculari rapidi), quali ad esempio il disturbo del comportamento in sonno Rem (Rbd)». In soggetti con disturbo parasonnico (10-15% della popolazione con età inferiore ai 15 anni e 2-4% della popolazione adulta) possono essere messi in atto comportamenti che appartengono alla sfera dei tre principali settori, usualmente confinati al periodo della veglia, cioè alimentazione, aggressività e sessualità.

Durante la veglia, insomma, in presenza di coscienza e volontà, questi istinti sono incanalati dalla ragione in un contesto socialmente compatibile, mentre nel corso del sonno sono abitualmente silenti. Sul piano neurofisiologico, nel corso dell'evento parasonnico si osserva un parziale risveglio delle aree cerebrali deputate al controllo motorio, che risultano in quel momento svincolate da quelle di controllo logico-razionale (addormentate), e sarebbero quindi in grado di mettere in atto il contenuto mentale/emozionale appetitivo. Proprio per questo simili eventi sono tipicamente coperti da amnesia. Il paziente non è quindi consapevole dell'accaduto fino a che non viene informato da chi dorme con lui. Ecco che la peculiarità del comportamento può essere fonte non soltanto di profondo disagio emozionale e discordia in ambito familiare, ma può anche comportare conseguenze forensi nel caso di coinvolgimento di persone non consenzienti. Gli eventi parasonnici «sono difficilmente documentabili in corso di registrazione videopolisonnografica in laboratorio, probabilmente in ragione dell'estraneità del setting: ambiente, telecamere, elettrodi di registrazione. Tanto che lo sleepsex è stato precedentemente documentato in laboratorio in una sola occasione (presso il Centro di Medicina del Sonno dell'Università di Toronto - Ontario), ma era stato indotto dalla stimolazione sessuale da parte della partner del paziente, che si è svegliato rapidamente.


Marche: approvata in tempi record legge di riordino del Servizio sanitario

La V Commissione, Sanità Servizi sociali, della Regione Marche ha approvato ieri in tempi record la proposta di legge di riordino del Sistema sanitario regionale, la legge più importante del settore di questa legislatura. “Credo – ha detto il Presidente della Commissione Francesco Comi – che in un momento così difficile, in cui a rischio è la sopravvivenza del sistema pubblico sanitario, la politica e il Consiglio regionale, dovessero dare un segnale chiaro e netto di tempestività e rigore.” La legge, che è stata approvata a maggioranza con i voti contrari dell’opposizione, giungerà martedì, dopo solo una settimana dalla presentazione , in Aula per l’approvazione definitiva. Le modifiche più importanti riguardano una radicale semplificazione dell’apparto burocratico amministrativo dell’ASUR. Le Zone dalle attuali 13 diventano 5 e coincidono con i confini delle cinque Province marchigiane, ad eccezione dei Comuni di Pergola, Cingoli e Apiro, che saranno in Ancona, e Amandala ad Ascoli Piceno. In questo modo dagli attuali tredici Direttori si passerà a soli cinque, individuati dalla Giunta regionale su proposta del Direttore dell’ASUR. La setssa cosa avverrà per il numero della sedi, che gradualmente passeranno a 5 anch’esse. Viene anche ridotto il numero dei Distretti e degli Ambiti che coincideranno territorialmente e passeranno dagli attuali 23 a 13. I Distretti, le cui prerogative aumenteranno, saranno i titolari dell’integrazione socio-sanitaria. Gli Ambiti (la cui disciplina di dettaglio sarà oggetto di apposita e imminente legge) rimarranno i luoghi della programmazione delle politiche sociali. Un’ulteriore significativa semplificazione riguarda i Dipartimenti che avranno dimensione di Area vasta e non più di Zona. Saranno introdotti luoghi di consultazione e confronto con i territori attraverso la Conferenza dei Sindaci di Distretto e la Conferenza Socio Sanitaria di Area Vasta.
“Questa coraggiosa semplificazione – ha detto Comi – non poteva essere ulteriormente attardata. Essa libererà risorse utili da dedicare al personale e alle prestazioni socio sanitarie. Lunedì 25 incontreremo le organizzazioni sindacali che da tempo sollecitavano questa riorganizzazione”. La legge di riordino consentirà ora di approvare, entro settembre, il nuovo Piano Socio Sanitario con una architettura costituzionale semplificata e quindi con più risorse da destinare ai servizi.


“Sos Ticket”: nasce sportello informativo di Cittadinanzattiva

Uno sportello che cercherà di venire incontro ai dubbi dei pazienti in difficoltà: è questo in sintesi “Sos Ticket”, progetto che ha preso il via ieri su iniziativa di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Tante le situazioni in cui lo sportello cercherà di fornire delle risposte: difficoltà di accesso alle strutture, richieste diverse di Asl in Asl, incertezze degli operatori, cittadini lasciati da soli di fronte a informazioni frammentarie.
Obiettivo del servizio sarà anche quello di dare vita a un monitoraggio costante sull’applicazione dei ticket nelle regioni, grazie alle segnalazioni dei cittadini e alla verifica degli operatori dei Pit (Progetti integrati di tutela) sul territorio e dei volontari delle sedi del Tribunale per i diritti del malato.
Per contattare lo sportello è sufficiente inviare una email a sosticket@cittadinanzattiva.it o inviare un fax allo 0636718333. Inoltre, sui siti www.cittadinanzattiva.it e www.tribunaledirittimalato.it sono disponibili informazioni dettagliate sulle decisioni prese al livello regionale sulla introduzione dei ticket prevista dalla recente manovra finanziaria, a partire dai tetti massimi stabiliti

VIDEOCHAT CON LA SILVESTRO! "COMUNICATO ipasvi"

Domani - venerdì 29 luglio - dalle ore 21 alle ore 21,30 prima videochat con la Presidente dell'Ipasvi

La presidente della Federazione nazionale Collegi Ipasvi, Annalisa Silvestro, colloquierà in diretta con gli infermieri attraverso la videochat del nuovo portale www.ipasvi.it. Un modo nuovo e immediato per fare il punto, periodicamente, sui problemi e le prospettive della professione.

La partecipazione alla videochat è riservata agli infermieri registrati al portale.
La Presidente dell'Ipasvi risponderà in diretta alle domande più ricorrenti che verranno proposte.
Puoi già proporre le tue domande cliccando sul tasto

Linea diretta con la Presidente

Ma sarà possibile intervenire anche la sera stessa della videochat, in tempo reale, compilando un form che sarà disponibile a trasmissione iniziata.

Vi aspettiamo numerosi!

Napoli. Ordine dei medici: “Violenza negli ospedali deve finire”

A seguito della vicenda che ha visto protagonista in negativo un ubriaco che all’ospedale Cardarelli ha aggredito la scorsa notte infermieri, medici e vigilanti, il presidente dell’Ordine, Gabriele Peperoni, è intervenuto per lanciare un monito: “Il tempo delle parole è finito. I bollettini di guerra a base di pestaggi e minacce nelle strutture ospedaliere napoletane sono una stagione nera che deve finire”. 26 LUG - Dopo l’ultima notte di ordinaria violenza all’ospedale Cardarelli, che ha visto un ubriaco malmenare infermieri, medici e vigilanti, Gabriele Peperoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, è intervenuto sulla vicenda con toni durissimi: “Il tempo delle parole è finito. Anni con bollettini da guerra, a base di pestaggi e minacce nelle strutture ospedaliere napoletane, non sono bastati a convincere gli organi preposti alla sicurezza dei cittadini ad allestire presidi di contrasto efficaci ad un fenomeno che, probabilmente alimentato da senso di impunità, dilaga ormai a macchia d’olio”.
Il problema sollevato da Peperoni, non è però solo l’uso della violenza che getta nello sconforto, oltre che nell’indignazione gli operatori sanità, ma anche “l’effetto collaterale più inaccettabile, cioè il grave pregiudizio alla funzionalità dei servizi e delle prestazioni e quindi alla salute del cittadino”. “I feriti del Cardarelli saranno rimpiazzati a fatica: cosa sarebbe successo in un ospedale minore, privato dei suoi operatori, di fronte ad un codice rosso? L’inerzia omissiva di fronte alla violenza – ha concluso amaramente il presidente dei medici partenopei - sta producendo danni gravissimi. Una stagione nera che deve finire”.


Fonte originale

Se la Sanità è in rosso ,gli amministratori ''ammoniti''...vanno a casa !! (era ora ..)

Se i conti della sanità sono in dissesto gli amministratori locali vanno a casa: dal Presidente regionale fino al management delle Asl. Questa una delle novità più importanti del decreto “Premi e sanzioni”, compreso nel pacchetto sul Federalismo fiscale, approvato oggi in Cdm. Sanzioni, fino alla sfiducia, per i ministri che non rispettano i cosi standard. Premi invece per gli enti locali virtuosi e che adottano politiche di contrasto all’evasione fiscale.    

“Il provvedimento – si legge nel comunicato del Governo dopo l’approvazione in Cdm - è diretto a rafforzare la responsabilizzazione, la trasparenza e l’effettività del governo delle autonomie territoriali ed introduce fra l’altro la relazione di fine legislatura, o mandato, che costituisce un rendiconto finale dell’attività svolta, vero e proprio strumento pubblico di controllo democratico nei confronti degli amministratori regionali e locali, in vista delle successive elezioni”.
“ Sansioni'' Incandidabilità per 10 anni a qualsiasi carica pubblica e rimozione “per responsabilità politica” dall’incarico per i governatori la cui Regione ha i conti sanitari in dissesto..
La rimozione dei presidenti potrebbe scattare qualora si verificassero tre fattispecie: qualora il governatore-commissario non avesse redatto o non applicato il Piano di rientro; qualora la verifica annuale del piano non dovesse raggiungere gli obiettivi; qualora per due anni di seguito dovessero essere applicate le maggiorazioni delle addizionali Irpef e Irap a causa dell’insuccesso dell'azione di risanamento
''PREMI''Con decreto del ministro dell’Economia da adottarsi entro il 30 novembre 2011, di concerto con il Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni, sono stabilite forme premiali a valere sulle risorse ordinarie previste dalla vigente legislazione per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, applicabili a decorrere dall'anno 2012, per le regioni che istituiscano una Centrale Regionale per gli Acquisti e l'aggiudicazione di procedure di gara per l'approvvigionamento di beni e servizi per un volume annuo non inferiore ad un importodeterminato con il medesimo decreto e per quelle che introducano misure idonee a garantire, in materia di equilibrio di bilancio. Premi anche per chi attua politiche di controllo sull’evasione fiscale

Fonte notizia




Torino, allarme in ospedale. Infermieri infettati in terapia intensiva

Pericardite, vale a dire un processo infiammatorio che coinvolge la guaina fibrosa che riveste il cuore, chiama­ta appunto " pericardio ", provocando difficoltà respi­ratorie, violenti dolori all'al­tezza del petto, tosse stizzo­sa.
Una patologia, la pericar­dite, che nell'ultimo anno e mezzo avrebbe colpito tre infermieri dell'unità di tera­pia intensiva del reparto di Cardiochirurgia dell'ospe­dale Molinette di Torino. Sulla vicenda il procuratore Raffaele Guariniello ha già aperto un'inchiesta per le­sioni personali colpose. Al momento non vi sarebbero indagati.
Il caso, finito nel frattempo sotto la lente di ingrandi­mento della Procura, era sta­to sollevato nei mesi scorsi dai sindacati, che d'accordo con il personale dell'ospe ­dale avevano denunciato la situazione che si era venuta a creare in Cardiochirurgia, e precisamente nell'unità di terapia intensiva diretta dal professor Marco Ranieri.Il sospetto di sindacalisti e in­fermieri era che la patologia fosse stata originata dall'ambiente di lavoro, e in partico­lare dai filtri dei condiziona­tori d'aria che presentavano evidenti e preoccupanti se­gni di usura.
Tre gli infer­mieri colpiti da pericardite: il primo nel gennaio 2010, gli altri due nei primi mesi di quest'anno. «Si tratta - si legge nell'esposto presenta­to in Procura - di inadegua­tezze più volte segnalate da­gli operatori del reparto, per la cui ristrutturazione è stato chiesto alla Regione Pie­monte un finanziamento di sei milioni e mezzo di euro». Finanziamento, in realtà, mai concesso dall'ente




sabato 9 luglio 2011

Sanità, Ferrarese: "occore una deroga al blocco del turnover"

La situazione di emergenza esistente nella sanità pubblica della provincia di Brindisi continua ad essere particolarmente preoccupante a causa di una ormai insostenibile carenza di organici di medici e infermieri che mette a repentaglio l’incolumità dei cittadini.
Lo ribadisce il Presidente della Provincia Massimo Ferrarese il quale ha avuto un approfondito colloquio con il direttore sanitario dell’Asl di Brindisi Emanuele Vinci con il quale è stata esaminata la possibilità di fare ricorso ad una deroga del blocco “turn-over”, in maniera da poter procedere con l’assunzione a tempo determinato di infermieri da destinare ai presidi ospedalieri del Brindisino.
“Prendiamo atto che, a seguito di una nostra precisa sollecitazione – afferma Ferrarese – l’Azienda Sanitaria, facendo ricorso alla mobilità interna, ha in gran parte risolto l’emergenza nel reparto del Pronto soccorso dell’ospedale ‘Camberlingo’ di Francavilla Fontana.
La situazione resta particolarmente critica, invece, nel Pronto Soccorso dell’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi e lo diventerà ancora di più a partire dalla prossima settimana per effetto delle ferie estive concesse al personale medico ed infermieristico. Per questo motivo ancora una volta ho chiesto un immediato intervento della Regione Puglia perché si possa risolvere immediatamente questa
emergenza.
La deroga alò blocco del turn over può avvenire perché ci sono tutti i presupposti per poterla ottenere”.
Il Presidente Ferrarese, inoltre, incontrerà nei prossimi giorni il direttore generale dell’Asl di Brindisi Paola Ciannamea per affrontare un’altra grave emergenza che si riferisce all’assenza di personale infermieristico a bordo delle autoambulanze del 118 sia a Francavilla Fontana che ad Ostuni.
“L’assenza di personale qualificato – ha aggiunto Ferrarese – soprattutto in presenza di ‘codici rossi’, rischia di risultare letale per il paziente ed è per questo che non c’è davvero un solo istante da perdere per risolvere un problema così grave”. Il Presidente è costantemente in contatto con gli operatori sanitari di tutta la provincia di Brindisi per monitorare l’evolversi della situazione. “Abbiamo già ottenuto dei risultati – conclude Ferrarese – ma non possono bastare perché con la salute della gente non si scherza”.




COMUNICATO STAMPA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI BRINDISI

«Così uccidete l’ospedale di Albenga»

Albenga - Cosa sarà dell'ospedale dopo il declassamento del pronto soccorso? I primi a porsi la domanda (e con una certa preoccupazione) sono proprio i medici, gli infermieri e tutti quanti lavorano al Santa Maria di Misericordia. La chiusura del pronto soccorso o la sua trasformazione in un centro di primo intervento potrebbe avere effetti devastanti, o almeno è quello che temono dipendenti.

«Quanti pazienti andranno in medicina quando non ci saranno più il pronto soccorso e l'accettazione»? Domanda un medico, visibilmente seccato.
Medici e infermieri hanno capito subito dove si trova l'inghippo, prima ancora ovviamente dei cittadini e probabilmente di parte del mondo politico. In sostanza, fanno notare gli operatori, declassare il pronto soccorso significa togliere ai vari reparti gran parte dei pazienti, e in qualche caso tutti. L'accettazione, infatti, non è prevista dagli standard per i centri di primo intervento, come non è previsto l'arrivo di ambulanze, né un livello di diagnostica particolarmente raffinato, ma solo la presenza di un ambulatorio per visita con la presenza di un medico e un infermiere. La maggior parte dei pazienti, quindi, andrà direttamente al pronto soccorso (cioè a Pietra o a Savona) e chi arriverà comunque qui sarà ugualmente "dirottato" al Santa Corona dopo un bendaggio, o al massimo una cucitura.
«Naturalmente non lo faranno subito – commentano medici e infermieri -. Inizialmente cambieranno solo l'insegna e lasceranno tutto com'è, poi comincerà ad andare in pensione un infermiere e non lo sostituiranno, bisognerà sostituire qualche strumento diagnostico e non lo faranno, e alla fine ci ritroveremo senza accettazione, con l'apertura solo diurna, e in grado al massimo di mettere due cerotti, e l'ospedale sarà destinato a una morte lenta, oppure ci si faranno solo liposuzioni».
Una prospettiva che non piace a nessuno, e che ha provocato uno scossone anche nel mondo politico, peraltro già in fermento.

Aggressione ad infermiera da parte di uno squilibrato

E' accaduto a ROMA - Un uomo con problemi mentali, scappato da una comunità terapeutica a Roma nella zona di San Giovanni, ha ferito con un coltello prima un'infermiera e, dopo essere sceso in strada, due passanti in via Carlo Felice e in piazza Santa Croce in Gerusalemme ;per fortuna le condizioni dei passanti non sono gravi .
BLOCCATO DALLA POLIZIA - L'uomo, in evidente stato di agitazione, è stato fermato dagli agenti della polizia di una volante del commissariato Appio.
I feriti, due quali in maniera lieve, sono stati trasportati in codice giallo all'ospedale San Giovanni;
più serie ma non gravi le condizioni dell'infermiera, che sarebbe stata colpita ad una spalla.
lo staff Infermieri IN esprime dissapore per l'accaduto. E' inverosimile lasciarsi scappare un paziente !!
e si unisce con tutti voi in un affettuoso e caloroso abbraccio alla collega


Attenzione alle false infermiere, i primi casi ad Aosta

Forse a suggerire l'idea è stata la visibilità data in tempi recenti a iniziative come l'infermiere di famiglia, o l'assistente di villaggio, che promuovono la prossimità e l'assistenza a domicilio. Sta di fatto che in questi ultimi giorni ad Aosta si sono moltiplicati i casi di truffe ai danni dei cittadini: sedicenti infermiere, con il pretesto di effettuare medicazioni, si sono introdotte nelle abitazioni con l'obiettivo di rubare. Per essere credibili scelgono appositamente le case abitate da persone che già sono regolarmente assistiti da personale sanitario. La segnalazione proviene dall'Usl, che tramite l'ufficio stampa mette in guardia gli utenti valdostani e si dichiara estranea a qualsiasi iniziativa del genere. Ricordando che tutti i dipendenti dell'Usl sono dotati di un cartellino identificativo, l'unità sanitaria locale rivolge un accorato appello a tutti i cittadini, invitandoli a segnalare alle forse dell'ordine la presenza di false infermiere.

fonte:proterin