sabato 17 settembre 2011

Ottobre, mese di svolgimento delle selezioni per i Corsi di laurea di secondo livello

I corsi di Laurea magistrale in Scienze infermieristiche hanno l’obiettivo di sviluppare nei professionisti infermieri ulteriori competenze di tipo clinico e gestionale.
L’accesso alla docenza nei corsi universitari infermieristici e alle funzioni apicali dell’organizzazione infermieristica delle strutture sanitarie richiede il possesso della Laurea magistrale in Scienze infermieristiche.
Il prossimo 26 ottobre in numerose Università italiane si svolgeranno le selezioni per l’ammissione ai Corsi di laurea di secondo livello.
Nel sito della Federazione Ipasvi (www.ipasvi.it) è stata inserita una serie di test per potersi esercitare e verificare il proprio livello di preparazione per affrontare le prove di selezione.
L’accesso al sito e l’utilizzo delle prove, corredate delle relative risposte, è completamente gratuito.
Diffondi la notizia e... in bocca al lupo !
 
Fonte:ipasvi.it
 
 
 

Audit clinico per tutti: Corso Fad Gratuito!!!




Il corso sull’Audit clinico affronta un argomento molto importante, ma spesso trascurato, nell’ambito della gestione del rischio e fornisce gli elementi di base per capire che cosa sia un audit, come lo si possa impostare e condurre e con quali obiettivi.

Il corso prevede una serie di attività, comprese diverse esercitazioni pratiche da svolgere online e quattro casi che pongono quesiti di tipo decisionale, oltre al possibile utilizzo di forum di discussione.
Per ottenere i crediti occorre aver superato tutte le varie fasi proposte.

Come accedere al corso
Chi non si fosse ancora registrato alla piattaforma per accedere al corso deve farlo, passando prima dal sito dell’IPASVI www.ipasvi.it. Dopo riceverà una password per accedere direttamente alla piattaforma FadInMed.
Chi avesse già affrontato il corso sull’RCA può accedere al nuovo corso collegandosi direttamente alla piattaforma (www.fadinmed.it).
Si ricorda che il corso sull’RCA resterà online fino al 31-12-2011 e il corso sull’audit fino allo 08-09-2012



Mutui - Infermiere scegli l'Inpdap

Il termine ultimo per presentare la domanda è il 10 Gennaio, Maggio e Settembre

Entro il 1° gennaio, il 1° maggio e il 1° settembre di ogni anno viene pubblicato sul sito internet dell’INPDAP, all’indirizzo www.inpdap.gov.it, l’importo stanziato, per ciascuna Direzione Regionale, rispettivamente per il primo, il secondo e il terzo quadrimestre dell’anno.

Cosa fornisce
La prestazione fornisce mutui ipotecari, per l’acquisto della prima casa di abitazione, della durata di 10, 15, 20, 25 o 30 anni. La somma massima erogata non può superare il limite di euro 300.000.

A chi si rivolge
Il beneficio è riservato agli iscritti in attività di servizio, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, e ai pensionati iscritti alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali con una anzianità di iscrizione di almeno 3 anni.

Requisiti
L’iscritto o i componenti il nucleo familiare non devono risultare proprietari di altra abitazione in tutto il territorio nazionale. Il requisito è considerato sussistente nel caso in cui l’interessato o i componenti il nucleo familiare siano proprietari di abitazioni in misura pari o inferiore al 50% di ciascuna di esse, ricevute per successione mortis causa e non fruibili perchè gravate da diritti reali di godimento.

Tasso e durata
I tassi sono stabiliti con delibera del Consiglio di amministrazione dell’Istituto. Attualmente risultano fissati nelle seguenti misure:

  • mutui a tasso fisso: tasso di interesse del 3,75% per l’intera durata del mutuo;
  • mutui a tasso variabile: tasso del 3,50% per il primo anno e, con decorrenza dalla terza rata, tasso variabile pari all’Euribor a 6 mesi, calcolato su 360 giorni, maggiorato di 90 punti base, rilevato il 30 giugno o il 31 dicembre del semestre precedente.

Modalità di pagamento
Il pagamento delle rate di ammortamento avviene tramite bollettini MAV precompilati, trasmessi al mutuatario a cura dell’Istituto. In caso di mancata ricezione del bollettino MAV, i mutuatari possono versare quanto dovuto avvalendosi di un bollettino di conto corrente postale numero 48782965 intestato a Inpdap – Mutui ipotecari edilizi non cartolarizzati” sul quale devono essere specificati:

  • il cognome, il nome e il codice fiscale del mutuatario;
  • l’anno di concessione del mutuo;
  • numero della domanda;
  • il periodo di riferimento della rata (es. 1.7.2010/31.12.2010).

Graduatorie
Entro 30 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, per ciascun quadrimestre l’ufficio Provinciale e Territoriale approva, con apposita determinazione, la graduatoria provinciale e territoriale, che viene pubblicata sul sito Internet dell’INPDAP per la durata di 15 giorni.

Entro tale termine potranno essere presentati, a pena di decadenza, eventuali ricorsi al Direttore regionale che, nei trenta giorni successivi, adotta le relative decisioni.

Il Direttore provinciale/territoriale, apportate le eventuali modifiche determinate dall’accoglimento dei ricorsi presentati, pubblica sul sito Internet dell’INPDAP la graduatoria definitiva.

Ciascun iscritto, utilmente collocato in graduatoria, sarà informato con raccomandata a/r, della possibilità di definire la sua domanda.

Nel caso di non utile collocazione in graduatoria, l’iscritto, può riproporre la domanda nel quadrimestre successivo; in tal caso, è esonerato dal riprodurre la documentazione prevista solo per la parte attestante requisiti e situazioni non modificatisi nel frattempo



Biotestamento. Cgil e Fp Cgil chiedono audizione al Senato

“Il Ddl Calabrò è inaccettabile”. Per questo la Cgil e la Fp-Cgil hanno chiesto una urgente audizione alla commissione Igiene e Sanità del Senato per spiegare le loro ragioni contro una legge che “costringerà a mantenere in vita con interventi sproporzionati la persona che ha deciso di rifiutarli in modo consapevole e non ha più una speranza di recupero”.

16 SET - La Cgil e la Fp-Cgil hanno chiesto una urgente audizione alla Commissione Sanità del Senato in merito al disegno di legge Calabrò sul biotestamento, che ha ripreso il suo iter parlamentare, per illustrare le ragioni dell’Appello promosso dalla FpCgil e dalla FpCgil Medici “Io non costringo curo”, che ha raggiunto oltre 11mila adesioni tra medici ed operatori sanitari.
La proposta di legge è per il sindacato “inaccettabile”. “Se approvata – spiega la Cgil in una nota - costringerà a mantenere in vita con interventi sproporzionati la persona che ha deciso di rifiutarli in modo consapevole e non ha più una speranza di recupero. Dispone che sia impossibile rifiutare l'idratazione e la nutrizione artificiale, considerate come ‘pane ed acqua’, in contrasto con la comunità scientifica internazionale che le considera terapie”. Per la Cgil, come sostenuto nell’Appello di “Io non costringo, curo”, i medici e gli operatori sanitari “devono poter lavorare secondo scienza e coscienza in una alleanza terapeutica con la persona assistita, alla quale devono sempre essere garantite la dignità e la decisione finale”.
16 settembre 2011
fonte :QS

Tbc, altri tre infermieri positivi si allarga il contagio al Gemelli

di Mauro Evangelisti
ROMA - Anche tre colleghi dell’infermiera del reparto di neonatologia del Gemelli malata di tubercolosi potrebbero essere stati contagiati. E’ quanto mai importante usare il condizionale, ma i primi risultati sui test in corso su circa duecento dipendenti del Gemelli che hanno avuto contatto con l’infermiera hanno dato un responso positivo in tre casi.

Ora servirà un ulteriore approfondimento per verificare se si tratti di un contagio recente e riconducibile alla malattia dell’infermiera. Tenendo conto che l’infermiera ha contagiato 122 bambini è probabile che anche qualche collega che ogni giorno ha lavorato gomito a gomito con lei sia venuto a contatto con il bacillo. Con due precisazioni fondamentali: non sono malati e non sono a loro volta contagiosi. A Roma, intanto, il Campidoglio ha deciso di inviare una circolare ad asili nido e scuole materne in cui si forniscono indicazioni sulla tubercolosi e su come si può diffondere.

Ieri il Codacons ha sollevato un altro caso: un bimbo nato a maggio 2010 - quasi un anno prima dei primi sintomi di malattia dell’infermiera - sarebbe positivo al test. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: «Oramai non ci sono solo casi di contagio risalenti allo scorso anno, ma addirittura anche mamme positive ai test». Rienzi fa riferimento al caso della madre di un bimbo nato a luglio 2011 (positivo) risultata anch’ella positiva al test della tubercolosi polmonare. Replica il presidente della Regione, Renata Polverini: «Abbiamo fatto tutto quello che i protocolli prevedevano. Ora la parola spetta agli organismi giudiziari e al Gemelli, che ha mantenuto un’unità di controllo per i test». «Bisogna essere prudenti - osserva un consigliere regionale della Lista Polverini, Giuseppe Melpignano, pediatra -. Partiamo da un dato: in Italia vi sono sette milioni di positivi alla Tbc». Dunque, la madre positiva (ma anche i colleghi dell’infermiera positivi) potrebbe essere stata contagiata molto tempo fa. E il bambino di cui parla il Codacons potrebbe avere avuto contatto con il bacillo della Tbc fuori dall’ospedale. Inoltre il test utilizzato (Quantiferon) non è attendibile nel rilevare un contatto con il bacillo avvenuto non di recente. Ultimo nodo, spiega Melpignano: «Non esiste un precedente di un utilizzo del Quantiferon su uno screening così vasto. C’è la possibilità che vi sia una percentuale alta di falsi positivi, anche se ovviamente è stato giusto far scattare la profilassi».

Ma ieri è emerso un altro problema, nel corso della riunione della commissione regionale sulla sicurezza sul lavoro. Giuseppe Scaramuzza, leader laziale del Tribunale del Malato: «Nel febbraio 2010 l’infermiera è stata trasferita da Pneumologia (dove potrebbe avere avuto il contatto con il bacillo) a Neonatologia. I controlli non sono stati sufficienti». Se fosse stato rilevato allora che l’infermiera era positiva alla Tbc si poteva attivare un monitoraggio periodico che avrebbe individuato in tempo l’insorgere delle malattia. Ieri dal consigliere regionale Pd, Enzo Foschi, veniva addirittura chiesto di «sospendere le nascite al Gemelli».

Il rettore dell’Università Cattolica, Lorenzo Ornaghi, ha scritto una lettera a tutto il personale in cui afferma: «Il Policlinico sta vivendo una delle fasi più gravi della sua storia. Certamente è la più dolorosa. Lo è soprattutto e in modo intenso per ognuno di coloro che - docenti, medici e specializzandi, caposala e infermieri, suore e sacerdoti, lavoratori di ogni ambito tecnico e amministrativo - al Gemelli ogni giorno prestano la loro opera e offrono le loro fatiche, orgogliosi di appartenere a una famiglia la cui identità e la cui missione hanno sempre coinciso con l’erogazione del servizio di assistenza alla salute di qualunque cittadino di Roma, della Regione Lazio e dell’Italia intera». «L’intera Università che sin dall’inizio ha sinceramente e profondamente condiviso le ansie e ogni motivo di disagio delle famiglie dei neonati, intende ora manifestare la propria speciale vicinanza e i propri sentimenti di solidarietà a tutti i lavoratori del Gemelli».
Giovedì 15 Settembre 2011 - 12:04 - il messaggero.it
 
 

giovedì 8 settembre 2011

Sblocco turn over. Polverini: “Importante per la sanità la deroga in manovra”

“Quando si deve garantire il diritto alla salute è una questione seria che non può avere solo attinenza con i conti”. Così la presidente del Lazio ha commentato il provvedimento inserito nella manovra economica che prevede per le Regioni sottoposte a Piano di rientro la possibilità di ottenere la deroga al blocco delle assunzione del personale del Ssn

08 SET - La possibilità per le Regioni sottoposte al piano di rientro sanitario di chiedere la deroga per lo sblocco del turn over inserita nella manovra economica è un passo “importante” per la Governatrice del Lazio Renata Polverini. “La nostra regione è sottoposta a piano di rientro, abbiamo chiesto in tante occasioni lo sblocco del turn over, perché quando si deve garantire il diritto alla salute è una questione seria che non può avere solo attinenza con i conti” ha commentato a margine della Conferenza delle Regioni. Alla domanda di Quotidiano Sanità riguardo all’intenzione o meno della regione di usufruire di questa possibilità, Polverini da risposto: “Già avevamo ottenuto delle minideroghe, ma in questo caso è un’iniziativa assolutamente apprezzabile. Vorrei ribadire che assumendocene la responsabilità, dove c’era abbiamo già concesso deroghe proprio per garantire la salute”.


Fonte: QS

Manovra. Via blocco turn over in sanità nelle regioni in "rosso". Ma a certe condizioni

Il maxi-emendamento del Governo recepisce l’emendamento approvato dalla commissione Bilancio del Senato, che prevedeva la deroga del blocco del turn over per il personale del Ssn nelle Regioni con i piani di rientro. La deroga dovrà comunque essere legata ad alcune condizioni verificate dal Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei Lea e dal Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali. Ricordiamo che nella manovra dello scorso luglio la deroga era limitata ai dirigenti di struttura complessa

07 SET - Ecco il testo dell’emendamento alla manovra approvato dalla commissione Bilancio del Senato, e recepito nel maxi-emendamento del Governo, che prevede la deroga del blocco del turn over per il personale del Ssn nelle Regioni con i piani di rientro che abbiano adempiuto agli obiettivi di piano. La manovra bis estende così a tutto il personale del Ssn la deroga che nella manovra di luglio era prevista solo per i dirigenti di struttura complessa.

Dopo il comma 23, inserire il seguente:
23-bis. Per le regioni sottoposte ai piani di rientro per le quali in attuazione dell'articolo 1, comma 174, quinto periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Finanziaria 2005), è stato applicato il blocco automatico del turnover del personale del servizio sanitario regionale, con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, su richiesta della regione interessata, può essere disposta la deroga al predetto blocco del turn over, previo accertamento, in sede congiunta, da parte del Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza e del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali, di cui rispettivamente agli articoli 9 e 12 dell'intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, sentita l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), della necessità di procedere alla suddetta deroga al fine di assicurare il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, del conseguimento di risparmi derivanti dalla corrispondente riduzione di prestazioni di lavoro straordinario o in regime di autoconvenzionamento, nonché della
compatibilità con la ristrutturazione della rete ospedaliera e con gli equilibri di bilancio sanitario,
come programmati nel piano di rientro, ovvero nel programma operativo e fermo restando la previsione del raggiungimento dell'equilibrio di bilancio


domenica 4 settembre 2011

Caffè: prima tazzina per svegliarsi è inutile. La mente la "ricorda"

La "prima tazzina" di caffè avrebbe un mero effetto placebo sull'organismo e non darebbe "la carica". Questa la conclusione di una ricerca inglese che però va letta con attenzione. In realtà il "ricordo" inconscio del caffè sarebbe così potente che la mente "sente" la caffeina anche dove non c'è.

C'è chi non si "sveglia" prima della tazzina fatidica di caffè, gustata a casa o al bar. Qualcuno si è pure comprato la macchinetta per fare l'espresso come al bar, tanto è amante del caffè bevuto di prima mattina. Milioni di italiani accompagnano poi la prima tazzina di caffè, per "darsi la carica" ma soprattutto per "svegliarsi", alla prima sigaretta, un'abitudine certamente discutibile ma che per alcuni è anche l'unico passepartout per correre al bagno. Ma ecco che una ricerca scientifica attacca il caffè come "starter" irrinunciabile della giornata dato che, secondo uno studio inglese della University of East London, la "prima tazzina" avrebbe solamente un effetto "psicologico". I ricercatori inglesi, hanno infatti fatto un piccolo esperimento su 88 volontari tra i 18 e i 47 anni, tutti estimatori dichiarati del caffè soliti bere almeno due tazze al giorno della preziosa bevanda. Lo studio, pubblicato sulla rivista Appetite, ha visto sostituire ai volontari il solito caffè "con caffeina" con quello "decaffeinato", ovviamente a loro insaputa. I risultati sono sbalorditivi: coloro che bevevano il caffè decaffeinato avevano lo stesso effetto "di carica" di quelli che gustavano il caffè "classico", anzi in alcuni casi erano più "su di giri" dei colleghi d'esperimento. I risultati suggeriscono ai ricercatori non tanto che la caffeina non sia più una sostanza "stimolante" ma che, in qualche modo, la mente "anticipi" l'effetto della caffeina anche quando non c'è. La prima tazzina per dare un senso alla giornata sarebbe quindi un effetto "placebo", ma che non smitizzerebbe gli effetti del caffè ma anzi ne rafforzerebbe la "leggenda" e il "ricordo" nella mente inconscia. Alcuni, leggendo la notizia si chiedono però quale caffè abbiano bevuto gli inglesi perché, come qualsiasi estimatore della polvere marrone sa, c'è caffè e caffè, miscela e miscela, tazzina e tazzina. Ma anche mano e mano, e barista e barista.
Jessica Montani



Prescrivevano ossigeno senza motivo, medici finiscono nei guai

BARI – Prescrivevano l’uso dell’ossigeno a pazienti che non ne avevano bisogno dando anche vita a un giro di fatture gonfiate.
Il Nas dei carabinieri di Bari ha notificato questa mattina 47 avvisi di conclusione indagini a 19 medici, per lo più pneumologi, 26 imprenditori e 2 infermieri, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alle false fatturazioni e alla truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale nel settore dei gas medicinali. Un danno erariale presunto di 6 milioni di euro.
In tutto sono 13 gli ospedali interessati attraverso personale in servizio al San Paolo di Bari, al Miulli di Acquaviva delle Fonti, al Fallacara di Triggiano, al Maugeri di Triggiano e all’Umberto I di Roma, per citarne alcuni.
Un’indagine avviata nel 2008, coordinata dai sostituti procuratori Ciro Angelillis e Grazia Maria Nanna, dopo la denuncia di due addetti alla consegna a domicilio di bombole di ossigeno licenziati da due note aziende specializzate nella commercializzazione di gas medicali.
La truffa avveniva così: medici e addetti ai reparti ospedalieri (tecnici e infermieri) segnalavano in modo sistematico alle ditte i pazienti in dimissione ricevendone in cambio beni e utilità. Alcuni esami diagnostici, funzionali alla successiva prescrizione di ossigeno terapeutico, venivano addirittura compiuti al domicilio dei pazienti da tecnici delle aziende, anche se i relativi accertamenti risultavano compiuti in ospedale.
E non solo. Veniva infatti prescritto l’uso dell’ossigeno a pazienti che in qualche caso non ne avevano bisogno e la stessa bombola, usata per metà, assegnata a due distinte persone. Di contro, il rimborso alle aziende la Asl lo erogava due volte. Come se ognuno degli “ammalati” esaurisse il contenuto di ciascuna bombola.
Gli uomini del Nas dei carabinieri, coordinati dal capitano Antonio Citarella, hanno poi documentato anche un giro di fatturazioni emesse da ristoratori per far sì che gli informatori farmaceutici, presentando alle aziende le fatture per i rimborsi, avessero il margine per pagare viaggi e regalie ai medici collusi.
Gli investigatori hanno documentato fatture per 24mila euro, pranzi e cene consumati in un’unica struttura da un referente di una delle aziende finite sotto indagine.
Di questa mattina la notifica delle conclusioni delle indagini a medici, infermieri, tecnici, imprenditori, dirigenti di azienda e ristoratori di 7 province del territorio nazionale: Bari, Milano, Torino, Roma, Napoli, Lecce, Rieti
 
 
 
 
 

sabato 3 settembre 2011

Concorsi e Mobilità: Bando mobilità - AO Universitaria consorziale Policlinico di Bari-

Avviso pubblico, per soli titoli, di mobilita' volontaria regionale e interregionale, di personale appartenente ad Aziende e a tutti gli Enti del Comparto di cui al C.C.N.Q. del 2 giugno 1998, per la copertura di n. 100 posti di Collaboratore professionale sanitario infermiere cat. D e di n. 5 posti di Collaboratore professionale sanitario tecnico di radiologia cat. D. (GU n. 70 del 2-9-2011)
E' indetto avviso pubblico, per soli titoli, di mobilita' volontaria regionale e interregionale, di personale appartenente ad Aziende e a tutti gli Enti del Comparto di cui al C.C.N.Q. del 2 giugno 1998, per la copertura di n. 100 posti di Collaboratore professionale sanitario infermiere cat. D e di n. 5 posti di Collaboratore professionale sanitario tecnico di radiologia cat. D, ai sensi dell'art. 19 del C.C.N.L. integrativo del 20 settembre 2001 dell'area di comparto sanita' e dell'art. 30 del decreto legislativo 165/2001 e successive modificazioni ed integrazioni.
Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione dell'avviso scade il trentesimo giorno dalla data di pubblicazione del presente estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - 4ª serie speciale «Concorsi ed esami».

Il testo integrale del bando, con l'indicazione dei requisiti e delle modalita' di partecipazione all'avviso e' stato pubblicato nel Bollettino ufficiale regione Puglia n. 129 del 18 agosto 2011. Per ulteriori informazioni rivolgersi all'unita' operativa concorsi dell'Azienda ospedaliero universitaria consorziale Policlinico - Piazza G. Cesare n. 11 - Bari - tel. 080/5593389-5592507



sabato 27 agosto 2011

Marche - La regione illude gli infermieri

San Benedetto del Tronto | A livello Zona 12 e’ stata stilata una graduatoria per mobilita’ di trasferimento, per anzianita’ e titoli, ma la Regione non la vorrebbe utilizzare

Una graduatoria e' stata gia' stilata presso la zona 12, cosi' come e' stato fatto secondo altre altre necessita', ma, contestualmente la Regione ne sta predisponendo un'altra con valenza Regionale che andrebbe pero' ad annullare quella decisa dalla zona12.

Insomma una beffa per gli infermieri che avrebbero risposto all'avviso di mobilita' indetto nell'ambito della zona12 e che dopo tanti anni di servizio si vedrebbero sfumare una opportunita' professionale e di vita a causa di una cattiva gestione delle pratiche amministrative.
Oltretutto si andrebbe a delineare anche un cattivo utilizzo del personale amministrativo il quale avrebbe consumato inutilmente diverse ore lavorative. L'ugl pubblicamente chiede alla regione marche di utilizzare anche la graduatoria stilata nell'ambito della zona 12, la n°309 del 21/03/2011 dove hanno partecipato ben 498 Infermieri.

In questo momento di crisi economica non si può assistere ad un evidente sperpero di personale pubblico amministrativo il quale per giorni e giorni ha lavorato per costruire una graduatoria. I ritardi della regione marche contro la zona12 stanno imperversando da diversi anni ora pero' e' il momento di dire basta.
fonte - ilquotidiano.it


sabato 20 agosto 2011

Infermieri.....crollo delle iscrizioni all'università

di Marco Martignoni
C’era una volta l'infermiere. Quello che dopo tre anni di studi aveva la certezza di un posto di lavoro sicuro, sia in nel settore pubblico sia in quello della sanità privata. Quella favola è finita, tanto che ora il mestiere, non solo richiede una preparazione universitaria, ma nasconde anche le insidie del precariato.
L'analisi di quanto sta accadendo, arriva dai dati resi noti dalle domande di ammissione deposititate all'ateneo reggiano per quanto riguarda le lauree medico-sanitarie. Alla data di chiusura della presentazione delle domande di ammissione ai due corsi di laurea magistrale a ciclo unico (Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria) e alle dodici lauree di primo livello per le professioni sanitarie alla facoltà di Medicina e Chirurgia sono arrivate complessivamente oltre 2.700 domande: 1.135 per Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e 1.579 per il test di Professioni Sanitarie. Ma cala l’interesse proprio per Infermieristica (- 17,15% a Modena e – 20,60% a Reggio).
Ed è questo il dato che sorprende, soprattutto a Reggio dove Scienze infermieristiche fa parte di quelle facoltà considerate d'eccellenza.
“Consiglierei a un giovane di fare l'infermiere? - si chiede Antonio Boccia Zoboli, vice presidente provinciale del collegio infermieri - .Certo. Ma gli direi anche che per intraprendere questa carriera, occorre sapere bene quali sono le mansioni che dobbiamo affrontare quotidianamente e che per farlo è necessaria una forte convinzione di base”.
I dati resi noti dall'ateneo però mettono in risalto un disinteresse nei confronti di una professione che, negli anni, ha assunto un ruolo sempre più importante nel campo dell'assistenza. “Quello che ci preoccupa - dice Boccia - è il calo di coloro che noi consideriamo come ragazzi che hanno fatto la prima scelta proprio in Scienze Infermieristiche. Ci preoccupa meno chi invece ha deciso di rinunciare perché consapevole che raggiungere il posto fisso non è più cosa semplice”. Ma c’è un altro fattore che condiziona la scelte dei giovani: il tasso di occupazione post-laurea e gli stipendi. “Dal punto di vista economico - spiega Boccia - la figura dell'infermiere, per le responsabilità che ha e le conoscienze che deve avere nel suo bagaglio professionale, ha una remunerazione bassa, anche rispetto a tutti gli altri paesi europei. L'infermiere è quella figura professionale che c'è sempre: è quella persona che funge da interfaccia tra il paziente e il medico. E in un momento come questo dove la popolazione ha sempre maggiore bisogno di assistenza, l'infermiere diventa fondamentale. Ci piace definirci con le parole di Ligabue: una vita da mediano, sempre lì. Per quanto invece riguarda l'occupazione, oggi, rispetto al passato, i concorsi sono meno frequenti e per i tagli introdotti hanno prodotto una riduzione delle assunzioni sia nel servizio pubblico sia in quello privato”.
Ma secondo Boccia l'infermiere è una professione ancora molto affascinante.
“E' un mestiere - conclude - che richiede grande convinzione e una preparazione approfondita. E chi è davvero convinto e ha passione, può vivere un'esperienza professionale di ottimo livello”.


Fonte: gazzettadireggio.it


Iscrizioni al corso di laurea infermieristica entro il 23 agosto

Professione: infermiere. Chi volesse intraprendere questo percorso formativo e lavorativo può consultare il Bando dell’Università degli Studi dell’Insubria – Facoltà di Medicina e Chirurgia di Varese relativo alla prova di ammissione per i Corsi di Laurea Triennali delle Professioni Sanitarie per il 2011/2012 che includono anche il Corso di Laurea in Infermieristica con le sue sedi di Varese e quella presso l’ospedale Sant’Anna. La sede della Scuola comasca è in via Napoleona a Como, all’interno del vecchio ospedale, e vanta una tradizione ultradecennale. E’ dal 1958, infatti, che nel presidio si svolge attività di formazione in campo infermieristico, ora con il corso di laurea in Infermieristica. Il Bando è scaricabile collegandosi al sito dell'Università: www.uninsubria.it.
Cliccando su Segreteria Studenti alla sezione Immatricolazioni - Test Ammissione con accesso programmato, si troverà il link riferito alle prove di ammissione ai corsi ad accesso programmato 2011/12. Lì sono riportate le informazioni utili inerenti la modalità, i contenuti e i termini – la scadenza è il 23 agosto - per l’iscrizione al test di selezione che si terrà l’8 settembre 2011 - ore 9.30 - a Varese.
Utile anche la consultazione della sezione Offerta Formativa della Facoltà di Medicina e Chirurgia - Lauree nuovo ordinamento (D.M. 270/04) - che raggruppa alcuni link riferiti ai corsi pre - test e la guida all'iscrizione on-line.
«Tra le novità di quest’anno – spiega Donatella Pontiggia, coordinatore didattico della Sezione di Como, ve ne sono due di notevole rilevanza. La prima riguarda il numero di studenti stabilito dal Ministero per l'Insubria, aumentato di 30 unità rispetto allo scorso anno. Si è passati infatti da 150 posti a 180. Il totale stabilito per la sede del Sant’Anna è pari a 70 posti, 5 riservati ai cittadini non Comunitari residenti all'estero), incrementato rispetto allo scorso anno di 15 posti. A breve ci sarà l’integrazione del personale infermieristico, adeguato per assicurare le funzioni di tutoring, quale requisito indispensabile per una formazione universitaria di qualità. Inoltre, il percorso di studi a partire dall’anno accademico 2011/12 sarà effettuato in base al nuovo ordinamento dettato dal D.M. 270/04».
I tutor del Corso di Laurea in Infermieristica della sede di Como riceveranno tutti coloro che avranno bisogno di informazioni relative al percorso di studi preferibilmente su appuntamento.Per fissare l’incontro si può telefonare da lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 12 ai numeri 031/5855036 oppure 031/5855352. La sede sarà chiusa il 31 agosto in occasione di Sant’Abbondio, patrono di Como.
I numeri della Scuola del Sant’Anna: gli studenti delle sede di via Napoleona attualmente frequentanti sono 181, oltre ad altri 20 studenti che, seppur non frequentanti, risultano iscritti. Sessantacinque sono i discenti del primo anno, 37 quelli del secondo, 35 del terzo e 44 i fuori corso tra il primo, secondo e terzo anno.
«Nell’A.A. 2009/2010 – prosegue Pontiggia - si sono laureati 33 studenti, di cui 23 in data 4 novembre 2010, prima sessione di laurea, e 10 in data 31 marzo 2011, seconda sessione di laurea, con ottimi risultati che ripagano l'impegno profuso di tutti i professionisti, collaboratori e infermieri-tutor dell’Azienda Sant’Anna che hanno contribuito ad accompagnare gli studenti durante il loro percorso formativo/universitario».
È importante sottolineare che la maggior parte dei laureati - 23 su 33, pari al 70% -, così come è già avvenuto negli anni precedenti, ha scelto di svolgere l’esercizio della professione infermieristica nell’ambito dell’Azienda Ospedaliera di Como.
16/08/2011
 
 
 

Approvato il testo del Disegno Legge 1142 sull’istituzione degli ordini per le 22 professioni sanitarie

Istituzione degli ordini e albi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione.

Descrizione atto:

Per consentire una uniformità regolamentare delle figure operanti nel settore della sanità pubblica e privata vengono istituiti i seguenti albi che verranno gestiti dagli ordini provinciali dei medici chirurghi ed odontoiatri in accordo con le Procure generali della Repubblica.
Le Prefetture le questure l'agenzia delle entrate attraverso il sistema telematico ai fini della vigilanza sulle modalità di esercizio della attività prevista da apposito regolamento ed il possesso legale dei titoli ed autorizzazioni previste daklla legge.
Viene istituito l'albo delle professioni ausiliarie della professione medica ed odontoiatrica (infermiere, ostetriche, logopediste etc come da attuale inquadramento giuridico e T.U. delle leggi sanitarie 1938 n.1265 e relative modifiche)
Viene istituito l'albo delle arti ausiliarie della professione medica ( ottici, odontotecnici etc. come da T.U.delle leggi sanitarie 1938 n.1265 e successive modifiche)



Sanità, le assunzioni che durano una settimana

Immissione in servizio per 370 vincitori di concorso. Ma incombe la sentenza del Cga Nel contratto c'è una clausola di rescissione in caso di pronuncia negativa dei giudici

ASSUNTO a tempo indeterminato per una settimana. È la bizzarra proposta contrattuale ricevuta da Giuseppe F., 45 anni, vincitore, insieme ad altri 374 partecipanti, di un concorso per infermieri, fisioterapisti, tecnici di radiologia e ostetrici indetto dalle aziende ospedaliere della Sicilia Orientale. Nella lettera indirizzata agli operatori sanitari e firmata da Francesco Poli, direttore generale dell'ospedale Cannizzaro di Catania, si fa infatti riferimento ad una clausola risolutiva delle assunzioni in attesa della sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa che potrebbe annullare il concorso sul quale pendono una raffica di ricorsi.
Sentenza fissata per l'8 settembre, appena una settimana dopo la richiesta di sottoscrizione del contratto. Il motivo? Il mancato avvio, prima dei concorsi, della cosiddetta mobilità regionale ed extraregionale. In sintesi, l'assessorato per la Salute, prima di assumere nuovo personale avrebbe dovuto verificare se all'interno di tutte le aziende sanitarie pubbliche ci fossero state persone interessate a questi posti.
«Ci rendiamo conto dell'anomalia - dicono dalla direzione del Cannizzaro, sede di riferimento del bando orientale - ma abbiamo deciso di sottolineare la clausola e i possibili rischi derivanti dalla sentenza per ragioni di trasparenza». «Una presa per i fondelli» per l'infermiere Giuseppe F. che per firmare il "contratto-trappola" dovrebbe prima dimettersi dal San Raffaele dove lavora da più di 7 anni. «Che senso ha proporre un contratto con questi termini? - continua - Nessuno dei miei colleghi è pronto a correre questo rischio». E se dal Cannizaro si dicono ottimisti sulla decisione del Cga, i sindacati parlano invece di sentenza scontata, ricordando che 20 giorni fa, per lo stesso concorso nel bacino occidentale, il Cga ha dato ragione al ricorso di infermieri, tecnici di radiologia e fisioterapisti in mobilità. In quel caso furono 540 le assunzioni bloccate.
«Volevamo dare spazio ai precari e a chi non aveva ancora trovato lavoro - dice il direttore generale dell'Assessorato regionale alla Sanità, Maurizio Guizzardi - È chiaro che non era nostra intenzione venir meno ad una legge che non è in ogni caso molto chiara in materia». I bandi, pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Regione lo scorso 31 dicembre avrebbero dovuto garantire ben 1.138 posti per infermieri in mobilità ed esterni, 117 tecnici di radiologia, 105 fisioterapisti e 60 ostetrici per un totale di 1.420 unità.
Una scelta che aveva mandato su tutte le furie Renato Brunetta: il ministro per la Pubblica amministrazione minacciò di impugnare il concorso bandito nell'ultimo giorno disponibile per evitare di incorrere nella clausola della finanziaria Tremonti, che dal primo gennaio scorso impone il blocco del turn-over. A fermare le assunzioni ci hanno pensato gli infermieri siciliani che hanno presentato ricorso in massa al Tar.

I protagonisti
L'ASSESSORE Massimo Russo assessore regionale alla Salute ha varato concorsi in Sicilia per un totale di 1.420 posti Alcune selezioni sono già state annullate, su altre si attende il Cga IL DIRETTORE Maurizio Guizzardi dirigente generale dell'assessorato "Abbiamo deciso di dare spazio ai precari e a chi non aveva trovato un lavoro. Ma la legge su questo non è chiara" IL MANAGER Francesco Poli manager dell'ospedale Cannizzaro di Catania ha spedito le lettere di assunzione con la clausola risolutiva in caso di sentenza negativa PER SAPERNE DI PIÙ www.regione.sicilia.it www.ars.sicilia.it
fonte - La Repubblica del 18/08/2011


domenica 7 agosto 2011

Concorsi al Civico di Palermo, la replica dell'azienda ospedaliera

4 agosto 2011 - In riferimento all’articolo pubblicato, intitolato “Pastette sanitarie, al Civico di Palermo tra concorsi & colloqui…” riceviamo e pubblichiamo una nota del commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera, Carmelo Pullara.
In relazione all’articolo pubblicato ieri, mercoledì 3 agosto, a firma di Giulio Ambrosetti, dal titolo “Pastette sanitarie al Civico di Palermo tra concorsi e colloqui”, si rendono necessarie alcune precisazioni nel rispetto della verità, ma anche dell’onorabilità dell’Azienda Ospedaliera Civico, della mia persona e degli altri colleghi citati.

Nell’articolo si presenta come un’anomalia l’indizione di bandi di concorso per titoli e colloquio; così non è nei fatti, visto che, bandi di concorso per titoli e colloquio per dirigente amministrativo o assistente amministrativo, per esempio, sono stati banditi in Veneto, dall’Ospedale S. Camillo di Alberoni- Venezia, in Lombardia, dall’Asl di Milano, dall’Azienda Forestale della Regione Calabria, ma anche in Sicilia.
L’elenco potrebbe proseguire continuando una banale ricerca che, forse, al nostro posto, avrebbe potuto fare l’autore dell’articolo.
Si afferma, inoltre, che il Civico “non può fare a meno di 10-12 nuovi dirigenti amministrativi e tecnici”: il dato citato non trova riscontro sul piano fattuale, un bando, infatti, prevede 3 figure – un ingegnere, un architetto e un avvocato – un altro bando prevede, invece, l’immissione in servizio di 4 dirigenti amministrativi, per un totale, dunque di 7 figure professionali.
Nell’articolo ci si chiede se il Civico abbia bisogno di questi nuovi dirigenti, la risposta è sì, e anche in questo caso “parlano” i fatti: la dotazione organica approvata dall’Azienda Ospedaliera Civico e dall’Assessorato regionale alla Salute, prevede 4 posti di dirigente avvocato, in atto l’Azienda Civico ne ha 2, di cui 1 in distacco sindacale da 10 anni. Prevede, inoltre, 2 posti di architetto, attualmente 1 solo è in servizio effettivo, 4 posti di ingegnere, e in servizio ce ne sono 2, 14 posti di dirigente amministrativo, e ce ne sono 9 in servizio effettivo.
Non è assolutamente vero che la nomina del Commissario straordinario sia di durata bimestrale, il decreto di nomina non prevede un termine di durata. Non corrisponde al vero che i poteri del Commissario Straordinario siano legati al carattere dell’urgenza, l’emanazione dei bandi in questione è legata all’esigenza comune a tutte le aziende pubbliche e private di garantire la continuità, la funzionalità aziendale, e un adeguato livello di erogazione dei servizi.
In ogni caso, possiamo con serenità affermare che c’è l’esigenza di emanare tali bandi, se solo si fa riferimento alle figure professionali richieste, figure che, non sono certo di secondo piano nella gestione di un’Azienda ma che, inoltre, contribuiscono all’organizzazione e al buon funzionamento della macchina sanitaria. Appare del tutto evidente che in un’Azienda Ospedaliera non servano solo i medici. Quanto alla durata dei contratti prevista nei bandi, in primo luogo il DPR 483 del 97, diversamente da quanto riportato nell’articolo, non prevede una durata minima biennale; in secondo luogo, il decreto legislativo 368 del 2001, che regola i contratti a tempo determinato, non contempla un termine di durata minima, ma lascia libera la determinazione dei tempi all’Amministrazione.
Quanto sopra, sul piano esclusivamente tecnico, non ritenendo degne di alcun commento le restanti affermazioni e illazioni contenute nell’articolo, tanto gratuite quanto infondate, affermazioni e illazioni che l’Azienda Ospedaliera Civico archivia per il rispetto che ha nei confronti della stampa.
Il commissario Straordinario dell’Azienda Ospedaliera Civico
Carmelo Pullara

Fonte Blogsicilia




Pastette sanitarie, al Civico di Palermo tra concorsi e colloqui

di Giulio AmbrosettiNella pubblica amministrazione siciliana, dai primi anni ’80 del secolo scorso fino ai nostri giorni, in materia di personale, ne abbiamo viste di tutti i colori. Per esempio, un funzionario regionale – fine anni ’80, dossier Cgil-Funzione pubblica – che, leggi e cavilli alla mano, risultava avere un numero di anni di servizio superiore alla sua età anagrafica. ‘Mitica’, poi, la legge – ovviamente regionale – n. 10 del 2000, che in una notte creò dal nulla 2 mila dirigenti! Ma un concorso pubblico – naturalmente per dirigenti – “per titoli e colloquio”, almeno fino ad oggi, non si era mai visto.
In genere, nella pubblica amministrazione italiana, fino a prova contraria, è normale imbattersi in bandi di concorso “per titoli ed esami”. Un bando di concorso pubblico per “titoli e colloquio” è una novità, tutta siciliana, che, come dicono i giuristi, potrebbe essere destinata a “novellare” lo sbrindellato mondo della pubblica amministrazione italica. Il “colloquio” per scegliere chi assumere dovrebbe essere una prerogativa delle aziende private. Invece scopriamo che, per diventare dirigenti tecnici ed amministrativi dell’Ospedale ‘Civico’ di Palermo – Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione – si procederà con un concorso “per titoli e colloquio”.
La storia è particolare ed emblematica. Proviamo a raccontarla per grandi linee. Cominciamo dalla premessa, che appare un po’ bizzarra: a quanto pare, il ‘Civico’ di Palermo non può fare a meno di 10-12 nuovi dirigenti amministrativi e tecnici. La cosa già è strana di per sé perché, a giudicare dalle polemiche di questi giorni, negli ospedali siciliani sembra che a mancare siano i medici e non i dirigenti amministrativi o tecnici. Lo ha sottolineato, senza tanti giri di parole, il segretario della Cgil medici della Sicilia, Renato Costa. Il quale, commentando la relazione annuale della Corte dei Conti in occasione della ‘parifica’ del bilancio, a proposito delle insufficienze della sanità isolana, ha affermato a chiare lettere che, se oggi la sanità pubblica dell’Isola perde colpi, ebbene, ciò dipende anche dalla dissennata riduzione dei medici operata negli ultimi anni dal governo regionale.
Dunque, per il ‘Civico’ di Palermo, la ‘ricetta’ non è quella di potenziare l’area medica, ma quella di assumere sembra 10-12 nuovi dirigenti tecnici e amministrativi. Come procedere? Si ipotizza di attribuire l’incarico con contratto a tempo determinato, secondo quanto previsto da una legge nazionale. Tale via può essere percorsa se l’amministrazione in questione – in questo caso l’Ospedale ‘Civico’ di Palermo – risulti sprovvista in pianta organica di tali figure.
A questo punto si pone un interrogativo: i nuovi dirigenti vanno presi dall’interno o dall’esterno dello stesso ‘Civico’? Si cerca la risposta tra leggi e circolari regionali. Risultato: vanno presi con un concorso pubblico, aperto dunque anche agli esterni. Qui comincia l’avventura destinata, come già ricordato, a “novellare” il settore dei concorsi pubblici italiani.
Su proposta del direttore dell’Area ‘Risorse umane’ del ‘Civico’, Maria Luisa Curti, con il parere favorevole del direttore sanitario della stessa struttura, Renato Li Donni e, naturalmente, con la ‘benedizione’ del commissario straordinario del ‘Civico’, Carmelo Pullara, ex direttore amministrativo della stessa Azienda ospedaliera, viene emanato il celeberrimo bando “per titoli e colloquio”. Obiettivo: il conferimento di 3 “incarichi dirigenziali a tempo determinato del ruolo professionale”. Il concorso riguarda ingegneri, architetti e avvocati, figure “indispensabili”, a quanto pare, per curare i malati dell’ospedale ‘Civico’… In attesa di un analogo bando per dirigenti amministrativi che non tarderà ad arrivare.
Formalmente, l’evidenza pubblica sembra rispettata. Anche se non mancano dubbi. A cominciare dalla durata del contratto. Nel bando si legge “per 6 mesi rinnovabili”. Peccato che il Decreto legislativo n. 165 del 2001 prevede che la durata non debba essere “inferiore a tre anni”. E poiché in Italia le leggi qualche volta si contraddicono, siamo andati a consultare il Decreto del presidente della repubblica n. 483 del 1997, dove si legge che la durata minima “non può essere inferiore a due anni”.
Insomma: comunque la si giri, tecnicamente, i sei mesi non esistono. Per non parlare dell’illogicità di tale termine temporale: se c’è veramente un problema strutturale, se al ‘Civico’, insomma, non si riescono a curare i malati senza questa nuova ‘infornata’ di dirigenti tecnici e amministrativi, perché ricorrere a un bando per soli 6 mesi?
Tra l’altro, chi ha i titoli per partecipare al concorso e, pur essendo nato a Palermo ma costretto a lavorare fuori dalla sua città e, magari, vorrebbe partecipare al già citato concorso, beh, troverà poco conveniente presentare la domanda di partecipazione per lavorare, eventualmente, solo per sei mesi. Ma presenterebbe subito la domanda se, come previsto dalla legge, il bando prevedesse un incarico triennale rinnovabile.
Il dubbio è che tutta questa manfrina messa su al ‘Civico’ di Palermo serva, alla fine, per creare un indubbio vantaggio agli interni, specie se questi già da tempo aspirano legittimamente ad acciuffare la promozione a dirigenti.
p.s.
Su questa bizzarra formula del bando per “titoli e colloquio”, indagando, abbiamo scoperto una piacevole novità. Dietro il ricorso a questa dizione non ci sarebbe una trovata degna dell’avvocato Azzeccagarbugli. Il problema, insomma, non sarebbe di ordine manzoniano, ma gozzaniano. A quanto abbiamo appreso, il dottore Pullara, la dottoressa Curti e il dottore Li Donni sarebbero tutt’e tre appassionati lettori di Guido Gozzano, del quale apprezzano, in particolare, la celebre raccolta di poesie “I colloqui”. I tre, lungi dall’ipotizzare chissà quali ‘pastette’, hanno solo cercato di rendere meno arido un atto amministrativo, arricchendolo con un tocco ‘crepuscolare’ del quale, in effetti, avvertivamo tutti la mancanza.
Ah, dimenticavamo: un commissario straordinario nominato per due mesi – come nel caso del ‘gozzaniano’ dottor Pullara – può emanare un bando di concorso di questo tipo? Ce lo chiediamo perché, avendo consultato sempre leggi e regolamenti, abbiamo scoperto che a sostenere il ricorso a tale atto amministrativo ci dovrebbe essere non soltanto la mancanza in pianta organica di tali figure, ma anche l’urgenza a provvedere in tempi strettissimi. Da qui un’ultima domanda: il ‘Civico’ di Palermo ha veramente ‘urgente’ bisogno di questi nuovi dirigenti?

venerdì 29 luglio 2011

MANGIARE LA CIOCCOLATA?"ATTENUA LA TRISTEZZA"

ROMA - Non è solo una sensazione: cioccolato e cibi grassi attenuano la tristezza. È noto che esiste una stretta relazione tra stato emotivo e cibo, tanto che si preferisce un cioccolatino a una mela se si è stressati e oberati di lavoro. Non a caso alcuni alimenti si sono guadagnati il nomignolo di 'comfort food'. Ma ora un team di ricercatori belgi ha dimostrato l'effetto di questi cibi, 'fotografandò i cambiamenti indotti nel cervello di un gruppo di persone sane (e non obese) in preda alla tristezza. Il gruppo di Lukas Van Oudenhove dell'Università di Lovanio ha scoperto che la somministrazione di una soluzione grassa nello stomaco ha attenuato le risposte delle cellule nervose alle emozioni tristi. Questi dati, spiegano i ricercatori sul 'Journal of Clinical Investigation', hanno chiare implicazioni per una vasta gamma di problemi, tra cui l'obesità, i disturbi alimentari ma anche la depressione. E, come hanno notato Giovanni Cizza e Kristina Rother dell'Istituto Nazionale Diabete e Malattie Digestive dei Nih (National Institutes of Health) di Bethesda in un commento, questi dati mostrano che davvero siamo ciò che mangiamo


SESSO NEL SONNO, PRIMO CASO DOCUMENTATO A TORINO

TORINO - Lo hanno registrato e documentato per la prima volta al mondo. Si tratta di un caso di sleepsex spontaneo. Al Night Hospital al Centro di Medicina del Sonno dell'ospedale Molinette di Torino una donna piemontese di 61 anni si è masturbata per alcuni minuti durante un ricovero, senza poi ricordare nulla. L'episodio viene descritto in uno studio appena pubblicato su 'Sleep Medicine', che ha per oggetto la prima registrazione di un evento parasonnico di tipo sleepsex spontaneo in un soggetto con associato un disturbo del comportamento nel sonno Rem. Nel corso dell'esame è stato registrato un episodio di masturbazione della durata di alcuni minuti, durante il quale era presente un tracciato elettroencefalografico di sonno non-Rem di tipo profondo diffuso, associato ad attività elettrica corticale più rapida localizzata in alcune aree cerebrali. Al momento del risveglio, indotto dal personale, la paziente ricordava nulla. La fortuita registrazione dell'evento, spiegano i ricercatori in una nota, ha consentito da un lato di attribuire con certezza la genesi del disturbo al periodo di sonno non-Rem, dall'altro di confermare la condizione di funzionamento 'dissociatò di alcune aree cerebrali. In pratica, alcune aree sarebbero in condizioni di veglia almeno parziale e altre in sonno profondo durante gli episodi parasonnici, un dato già evidenziato in letteratura. Si tratta di un disturbo che è motivo di profondo disagio, personale e nei confronti del partner, che viene raramente riferito al medico. Insomma, secondo i ricercatori si tratta di un problema sotto diagnosticato e non trattato.

Ma che cos'è lo sleepsex? Colpisce dallo 0,5 al 2% della popolazione, ed è un disturbo caratterizzato dalla messa in atto, durante il sonno, di attività motoria sessualmente orientata: sospiri, movimenti ritmici del bacino, masturbazione fino ad atti sessuali completi. «Quando non secondario ad altri disturbi del sonno, è incluso tra le parasonnie (eventi fisici o esperienze che avvengono durante il sonno) non-Rem (sonno durante il quale non sono presenti i movimenti oculari rapidi), alla stregua del sonnambulismo e degli arousal confusionali, in contrapposizione alle parasonnie Rem (che avvengono durante il sonno con movimenti oculari rapidi), quali ad esempio il disturbo del comportamento in sonno Rem (Rbd)». In soggetti con disturbo parasonnico (10-15% della popolazione con età inferiore ai 15 anni e 2-4% della popolazione adulta) possono essere messi in atto comportamenti che appartengono alla sfera dei tre principali settori, usualmente confinati al periodo della veglia, cioè alimentazione, aggressività e sessualità.

Durante la veglia, insomma, in presenza di coscienza e volontà, questi istinti sono incanalati dalla ragione in un contesto socialmente compatibile, mentre nel corso del sonno sono abitualmente silenti. Sul piano neurofisiologico, nel corso dell'evento parasonnico si osserva un parziale risveglio delle aree cerebrali deputate al controllo motorio, che risultano in quel momento svincolate da quelle di controllo logico-razionale (addormentate), e sarebbero quindi in grado di mettere in atto il contenuto mentale/emozionale appetitivo. Proprio per questo simili eventi sono tipicamente coperti da amnesia. Il paziente non è quindi consapevole dell'accaduto fino a che non viene informato da chi dorme con lui. Ecco che la peculiarità del comportamento può essere fonte non soltanto di profondo disagio emozionale e discordia in ambito familiare, ma può anche comportare conseguenze forensi nel caso di coinvolgimento di persone non consenzienti. Gli eventi parasonnici «sono difficilmente documentabili in corso di registrazione videopolisonnografica in laboratorio, probabilmente in ragione dell'estraneità del setting: ambiente, telecamere, elettrodi di registrazione. Tanto che lo sleepsex è stato precedentemente documentato in laboratorio in una sola occasione (presso il Centro di Medicina del Sonno dell'Università di Toronto - Ontario), ma era stato indotto dalla stimolazione sessuale da parte della partner del paziente, che si è svegliato rapidamente.